Dalla Motor City americana arriva finalmente al successo Bob Seger
Coi precedenti otto album non sfondava se usciva dal Michigan
Ma in quell’epoca negli Stati Uniti c’erano anche dei casi di popolarità solo locale pur non suonando musica tradizionale? Il caso di Bob Seger sembra dimostrare di sì, almeno fino a quel 1976. Siamo nel Michigan, regione dei grandi laghi, e precisamente a Detroit, dove Seger era nato ed aveva iniziato nei primissimi anni ’60 con le band scolastiche. La seconda metà del decennio lo vede incidere alcuni 45 giri di successo fino al contratto con la Capitol ed al primo LP, la cui title track Ramblin’ Gamblin’ Man entrò nella Top Twenty USA. Ma da lì in poi fino al Live di oggi, nonostante otto album all’attivo bastava andasse nella vicina Chicago ed era il buio, con concerti annullati per scarsa prevendita. Ma questo disco, ed ancora di più il successivo, gli resero giustizia, anche perché nel frattempo un certo Springsteen stava appassionando gli americani ai concerti tutta energia. Che è quella che troverete qui, senza fronzoli né derive verso l’hard che stava già andando di moda. Difficile non trovarlo nelle classifiche dei migliori live di sempre.
Curiosità: Turn the page, diventata un classico, parla della vita on the road di una band rock del centro degli USA, dove nei locali Truck Stop ti senti chiedere dai rednecks “sei un uomo o una donna?”. Secondo Bob a lui e alla sua lungocrinita band capitava piuttosto sovente.
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