A Gallarate arrivano sei nuove aree cani, le cinque esistenti non bastano
In città c'è un cane ogni tre famiglie, così ora si allargano gli spazi dedicati ai quattro zampe
Sei nuove aree cani distribuite nei quartieri della città: è quanto prevede la delibera approvata dalla giunta comunale di Gallarate, che dà il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per ampliare gli spazi dedicati agli animali d’affezione.
Le nuove aree sorgeranno ad Arnate, in via Pietro da Gallarate; a Cajello, in via della Pietà vicino al cimitero; in centro, in via De Magri; a Crenna, lungo la via Egeo; a Moriggia, in via Gramsci; e infine a Madonna in Campagna, in via Facchinetti. Il progetto prevede spazi recintati con doppio cancello di accesso, pavimentazione drenante, panchine, cestini, distributori di sacchetti per le deiezioni e cartelli con il regolamento d’uso. È previsto inoltre, dove necessario, il completamento e l’ammodernamento delle cinque aree cani già esistenti (nella foto: area cani di Cardano al Campo).
La delibera spiega le ragioni dell’intervento anche attraverso alcuni dati. Dall’anagrafe canina emerge infatti una presenza molto elevata di animali d’affezione: in città c’è circa un cane ogni tre famiglie. Un numero che, secondo l’amministrazione, rende ormai insufficiente la rete attuale di aree dedicate.
Oggi Gallarate dispone infatti di cinque aree cani, situate in via Covetta (ai Ronchi, la più ampia), via Mameli (oltreferrovia, vicino alle Poste), via Generale Dalla Chiesa e via Monteverdi (Cedrate) e in via Vigorelli (Sciarè). Per una città di oltre 54 mila abitanti, si legge nel documento, queste strutture non garantiscono più una copertura adeguata del territorio.
Sempre nella delibera si evidenzia inoltre che l’assenza di aree dedicate in alcuni quartieri favorisce l’utilizzo improprio di parchi e aree verdi pubbliche, con possibili problemi di convivenza tra i diversi fruitori degli spazi, criticità igieniche e maggiori difficoltà nei controlli.
Le nuove localizzazioni sono state individuate dopo una ricognizione del patrimonio comunale, privilegiando aree verdi già nella disponibilità dell’ente e ritenute idonee sia per dimensioni sia per la posizione rispetto ai quartieri da servire.
L’intervento rientra tra gli obiettivi del Documento unico di programmazione 2026-2028, che prevede il potenziamento del verde attrezzato e dei servizi di prossimità nei diversi rioni cittadini.
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