Affitti universitari, nelle grandi città i canoni salgono ancora
Nei grandi centri aumenti oltre il 2% nella seconda metà del 2025. Milano e Bologna ferme su livelli giudicati difficilmente sostenibili. Per contenere i costi gli studenti puntano anche sulla condivisione
Nella seconda parte del 2025, i canoni nelle grandi città hanno continuato a crescere: +2,2% per i monolocali, +2,3% per i bilocali e +2,2% per i trilocali. L’aumento rallenta però rispetto al semestre precedente, dopo anni di crescita particolarmente sostenuta. (fonte dati Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa),
A frenare la corsa contribuisce un ampliamento dell’offerta. Sul mercato sono infatti tornati immobili prima destinati agli affitti brevi e ora proposti agli studenti, mentre si stanno completando posti letto negli studentati. Milano e Bologna fanno eccezione: qui i canoni non sono aumentati, avendo già raggiunto, secondo l’analisi, livelli «difficilmente sostenibili».
LA DOMANDA RESTA ELEVATA
Gli ultimi dati Miur citati nello studio indicano 355 mila studenti fuori sede nell’anno accademico 2024/2025. Cresce la componente straniera, nella seconda parte del 2025 rappresenta il 21% degli studenti che affittano, contro il 15,8% dello stesso periodo del 2024.
Aumenta anche il peso degli universitari sul mercato della locazione. Nella seconda metà del 2025 il 14,1% dei contratti stipulati in Italia attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa ha riguardato studenti, rispetto all’11,1% di un anno prima. Nelle grandi città la quota sale in media al 26,3%: Torino arriva al 50%, Firenze al 37,8%, Bologna al 30,6% e Milano al 29,5%.
CRESCE IL CANONE CONCORDATO
Per contenere la spesa, una strategia è condividere l’abitazione. La tipologia più affittata è il trilocale, con il 33,5%, seguito dal bilocale al 26,2%. I quattro locali pesano per il 16,3% e, segnala Tecnocasa, in alcuni casi sono scelti da più studenti proprio per ridurre i costi.
Il 68,3% dei contratti stipulati dagli universitari è transitorio, in calo dal 72,4% del 2024. Sale invece il canone concordato, dal 5,6% al 9,8%, mentre il canone libero si attesta al 21,9%.
Nella scelta dell’alloggio restano decisive la vicinanza all’università o la presenza di buoni collegamenti, servizi e sicurezza. La qualità abitativa pesa sempre di più, soprattutto per gli studenti stranieri. Il quadro è quindi quello di un mercato in cui i prezzi continuano a salire, seppure più lentamente, mentre gli studenti cercano soluzioni capaci di rendere più sostenibile la spesa.
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