Fendinebbia Duke, chirurgo Hale. E Renfro sorprende in lunetta

Il pivot imbuca due tiri liberi cruciali, non proprio la specialità della casa. Cresce il pacchetto degli americani, Della Valle uomo assist. Ancora in difficoltà Kamagate

Openjobmetis Varese - Pallacanestro Trieste 85-84

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ALVITI 5 – Un bel primo tempo nel quale trova giocate di furbizia e di esperienza, una ripresa in cui è meno usato del solito perché Kastritis ha bisogno di Ikangi in difesa. Quando tocca di nuovo a Dado, le sbavature superano le cose buone: un mancato tagliafuori, qualche difficoltà nel tenere l’uno contro uno, un appoggio fallito da 3 metri su un possesso importante, l’errore sul libero che avrebbe chiuso i conti. Insomma, non proprio una collezione di magie.

DUKE 6,5 – Ancora tra i migliori, come a Murcia, specie nella prima parte di gara quando nella foschia generale ha il ruolo di fendinebbia. Uno dei pochi in grado di saltare l’uomo e attaccare l’area ma, questa volta, anche di fare canestro da lontano (2/4 da 3). I quattro falli arrivati presto ne limitano un po’ l’impiego a lungo termine. Mezzo punto in meno per il mancato fallo su Jones che, forse, avrebbe tolto qualche castagna dal fuoco nell’ultimo minuto.
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DELLA VALLE 6,5 – Accolto da un boato del pubblico sia all’inizio sia, per forza di cose, alla fine. Il minutaggio dice 22, un po’ sopra le aspettative ma del resto c’era bisogno di lui: meglio, curiosamente, quando costruisce per gli altri che per sé. Contribuisce alla miglior versione di Varese con tre assist di fila mentre in entrata gli manca ancora l’ultimo passo. Decisivo nel finale con la tripla del +7 ma anche con una brutta palla persa, imbuca il libero della vittoria dopo fallo guadagnato d’astuzia. Stavolta a favore di Varese.

NIKOLIC 5,5 – Stefan incarna meglio di tutti una partita che lo stesso Kastritis ha definito “da alti e bassi”. Compie qualche giocata giusta – 6 punti, 5 rimbalzi – ma poi spreca a stretto giro di posta (3 perse in fotocopia). Meno affidabile rispetto al livello cui ci ha abituato.

HALE 6,5 – Dopo aver tirato anche le borracce nelle scorse partite, stavolta Hunter resta più abbottonato e, anzi, selezione molto di più le conclusioni. Smessi i panni del cacciatore veste quelli del chirurgo perché ogni sua tripla arriva in un momento importante della gara: tira con il 50% da 3 e con Della Valle accanto appare più sollevato visti i minori compiti in regia. Con 16 punti è il top scorer biancorosso anche in una serata in cui fatica ad andare al ferro.

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LIBRIZZI 6 – Partita lineare: segna i liberi (cosa non scontata in una squadra che in quella statistica fa segnare un misero 64%), prova a pungere in difesa, non sbanda nei 9′ sul parquet.

RENFRO 7 (IL MIGLIORE) – L’abbiamo colpevolmente escluso dal sondaggio per l’MVP in diretta ma lo ripeschiamo volentieri qui. 7 punti, 8 rimbalzi, 2 stoppate e la consueta applicazione in difesa anche contro gli esterni triestini. Mezzo punto in più per quei due liberi a segno nel finale per di più dopo la lunga pausa per soccorrere McDermott. L’uomo più tremulo in lunetta, alla fine, è glaciale nel momento chiave.

KAMAGATE 5 (IL PEGGIORE) – Il giudizio è per forza di cose influenzato da una situazione – il cambio sistematico sui piccoli – che Ismael subisce e che eviterebbe volentieri, almeno adesso che la mobilità è quel che è. A incidere sul voto però ci sono tante incertezze, tre perse, pochi rimbalzi e la sensazione che la sfera tenda sempre a scappargli dalle mani. A un certo punto, anche Kastritis si arrende e lascia a Renfro il compito di finire il lavoro.

ROBY 6 – Chiederemo a Paolo Orrigoni se ha seguito l’esempio di Giovanni Borghi che pagava i ciclisti per fermarsi in surplace sulla scritta Ignis nei velodromi. Perché Isaiah Roby ha fatto qualcosa di simile centrando – prima volta in 9 anni di partite – il cubo segnapunti marchiato Tigros sospeso diversi metri sopra il campo. A parte la scena tragicomica, il lungo appare in miglioramento: ancora tanti errori, specie al tiro, ma a rimbalzo (ne prende 9) e in difesa si fa sentire, sporcando anche tanti palloni avversari. Anche 4 assist: passo avanti.

IKANGI 6,5 – Chissà se l’aria di derby, per lui che si è fatto voler bene a Udine, lo ha aiutato. Di certo l’Iris che aiuta a battere Trieste mostra qualità che nelle prime partite non erano emerse. Reattivo in difesa, anche se non sempre efficace su Ross, pronto a rimbalzo e soprattutto capace di uno sprazzo offensivo (due liberi e una tripla) che permette a Varese di tenere alti i giri nel corso dell’ultimo quarto.

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Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 11 Ottobre 2026
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