Pediatra aggressivo, ma l’ospedale nega
16 Novembre 2010
Ho sempre avuto stima, fiducia e riconoscenza verso tutti gli operatori dell’Ospedale di Gallarate. Purtroppo, ho dovuto constatare un episodio veramente deplorevole. Una mamma porta la bambina di quattro anni per esami ematici presso il laboratorio dell’Ospedale. Dopo vari tentativi di prelievo non riusciti, la bambina viene indirizzata all’ambulatorio di pediatria (4° piano).
Accolta gentilmente dal personale, la bambina e la madre rimangono in breve attesa. Alla vista del medico, la bambina inizia a piangere (già prima era stata punta più volte). Questi, infastidito, la insulta (“scema, scema, più ti muovi, più ti faccio male”) e la spaventa (ti faccio dodici buchi!”). Rivolgendosi alla mamma, grida “Ha quattro anni, quindi è grande!”. Alla fine, seccato più che mai, dopo vari tentativi non riusciti, rifiuta di effettuare l’esame.
Io sono nel corridoio ad aspettare. La mamma esce sconvolta, la bambina in pianto. Quanta
Io sono nel corridoio ad aspettare. La mamma esce sconvolta, la bambina in pianto. Quanta
sofferenza per niente!
Mi chiedo e chiedo all’Ospedale di Gallarate: il pediatra non dovrebbe essere il medico più attento e più sensibile alla salute psicofisica dei piccoli pazienti? A mio parere questa persona ( facilmente individuabile) è inadatta a ricoprire un incarico così delicato. Si comporta così verso tutti i piccoli pazienti, oppure ha trattato in questo modo la bambina, che non è italiana ma è nata in Italia? Il mio è lo sfogo di una persona adulta che ha imparato a rispettare il prossimo e ritiene che anche gli altri, soprattutto quando ricoprono incarichi così delicati, debbano farlo.
Rientrati a casa frastonati, e non sapendo come risolvere la situazione, mi sono rivolta al Comitato Tutela Bambino in Ospedale. La responsabile del Comitato, sig.ra Crivellaro, dopo la mia segnalazione, mi tranquillizza dicendomi che entro poche ore mi avrebbe dato una risposta. In meno di un’ora ricevo l’appuntamento per l’indomani,presso il Day Hospital pediatrico dell’Ospedale Filippo del Ponte di Varese.
E qui è tutta un’altra storia.
Entro nel reparto con la bambina La piccola mi stringe la mano, ma è molto restia nel
seguirmi, dopo la brutta esperienza del giorno prima. Però qui le cose procedono in altro modo. Il personale è molto accogliente, con squisita sensibilità e capacità professionale, tanto che il prelievo del sangue viene effettuato in men che si dica.
Lo spazio di tempo necessario per la diagnosi viene riempito con attività ludiche, gioiosamente
condotte da una volontaria che si qualifica come la “Regina dei Fiori”. Il prof. Salvatoni conversa con la mamma con gentilezza e stabilisce con la piccola paziente un rapporto di fiducia.
Mi sento in dovere di ringraziare tutti gli operatori del reparto per l’accoglienza e la competenza. Termino con la domanda della bambina: “Nonna, domani torniamo ancora?”.
Grazie Comitato, che con sollecitudine hai risolto questo mio grosso problema. Fatti come
quello sopradescritto non devono più accadere!
Attendo un riscontro da parte dell’Ospedale di Gallarate in merito a quanto sopra descritto e
spero che almeno qualcuno si assumerà la responsabilità di porgere alla mamma interessata le
dovute scuse.
L’Azienda Ospedaliera Sant’Antonio Abate di Gallarate si è subito attivata dopo la segnalazione inviata alla Direzione Generale chiedendo fra le altre cose una dettagliata relazione alla
professoressa Maria Serenella Scotta, primario di Pediatria.
Relazione che si trasmette in copia a tutti i giornali dalla quale emerge come si siano svolti i fatti.
Relazione
“In relazione alla lettera di una mamma alla signora Crivellaro, ho interpellato il medico e l’infermiera
presenti quella mattina in ambulatorio pediatrico. Mi viene riferito da entrambi che la bambina, già provata dal prelievo in laboratorio, è scoppiata a piangere prima ancora dell’esecuzione del prelievo.
Il pediatra, di comprovata esperienza, riesce a reperire l’accesso venoso ma la piccola, incontenibile con un movimento brusco fa fuoriuscire l’ago dalla vena. A questo punto il medico dice: “ sei grande, non fare la stupidina, altrimenti rischi tanti buchi.”
Vengono eseguiti altri due tentativi dal medico e uno dall’infermiera, senza successo, data la difficoltà di
tenere ferma la bambina.
Il pediatra decide di sospendere temporaneamente il prelievo, dato lo stato di agitazione della bambina, e si informa sull’indicazione all’esame.
Gli viene riferito il sospetto di diabete. Fa quindi eseguire destrostix ed esame urine, risultati peraltro
normali, tranquillizzando quindi la mamma e dandole un foglio informativo per la pediatra curante.
Dispiace che questo ultimo aspetto, peraltro importante sotto un punto di vista clinico e specchio della
professionalità del medico, non venga neanche riferito nella lettera, privilegiando soltanto l’emotività della mamma angosciata già dai prelievi eseguiti in laboratorio.
In undici anni della mia presenza a Gallarate non ho mai ricevuto una lamentela diretta contro questo medico che anzi è forse il più amato tra i miei collaboratori da parte dei piccoli pazienti.
Va sottolineato inoltre che anche rispetto a Varese, la nostra utenza presenta un alta percentuale di stranieri, per cui abbiamo una buona cultura dell’accoglienza in questo senso.
Probabilmente una mattina particolarmente intensa (ricoveri, Day hospital, pronto soccorso, prelievi ematici) può rendere il medico più sbrigativo ma non certo aggressivo e maleducato, in particolare per quanto riguarda il medico in discussione.
Cordiali saluti.
Maria Serenella Scotta”
Conclusione:
Nonostante le genericità della segnalazione e la poca opportuna comparazione con altre strutture
ospedaliere si rimane a più completa disposizione dei genitori della piccola per ogni eventuale
ulteriore chiarimento e incontro con i professionisti interessati.
Cordiali saluti
La Direzione



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.