Per allenare i bambini bisognerebbe superare un esame di pedagogia
6 Maggio 2024
Gentile Direttore,
sento il bisogno di scrivere. Sento il bisogno di fissare sulla “carta virtuale” pensieri dopo aver visto mio figlio giocare in un torneo di bambini di 7 e 8 anni, uno dei tanti che in questi weekend primaverili ed estivi affolla i campi della nostra provincia. Non mi interessa entrare nel dettaglio di nomi e squadre, ma ne sono usciti francamente stanco. Non per il caldo, non per la durata ma per quanto ho visto.
Ho visto un allenatore che ha urlato puntualmente ad ogni partita, verso i suoi giocatori.
Ho visto lo stesso allenatore che urlava “dovete essere cattivi” a bambini di 8 anni, che puntualmente traducevano questa cosa in campo. Ma la colpa, ovviamente, non è loro.
Ho visto bambini arrampicarsi sulle reti per esultare, ho visto lo stesso allenatore entrare in campo ed urlare anche contro il mister di un’altra squadra.
Ho visto un mister portare sulle spalle un piccolo calciatore che poco prima ha tentato di far male ad un altro bambino.
Potrei andare avanti ma mi fermo qui, mi voglio fermare qui, ma vorrei chiedere due cose. Che ogni allenatore che si trovi ad allenare dei bambini debba obbligatoriamente passare degli esami di pedagogia: è una figura troppo importante nella formazione, non può farlo chiunque e mi sono anche rotto le scatole di sentire la frase: «Io la penso diversamente». No, nel campo dell’educazione e dello sviluppo del bambino vi sono cose da fare e da non fare. cose giuste e cose sbagliate.
Gli aspetti “sul calcio” sono forse opinabili: come insegnare il passaggio, il tiro, e a stare in campo. Io di competenza pedagogica, ma ancor prima di educazione, oggi, ne ho vista davvero poca. Lo sport dovrebbe essere un mezzo per costruirsi anche come persone. Qui stiamo non solo non stiamo costruendo nulla, ma stiamo distruggendo.
E poi una provocazione: perché non pensare di far giocare le partite dei piccoli, ma forse anche dei non più piccoli a porte chiuse? Una parte del problema siamo sicuramente anche noi genitori. E allora vorrei una presa di posizione forte della Federazione. sono aspetti troppo importanti.




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