Berlusconi a Milano: raggiunto l’accordo con la Lega

Mattinata difficile per il Cavaliere. Questa mattina è partito da Roma per parlare con il leader del Carroccio. L'incontro doveva svolgersi a Bergamo, ma è stato spostato in via Bellerio

Berlusconi ha trovato un accordo con la Lega per la definizione dei ministri del suo governo. A dirlo è stato lo stesso premier, a seguito di un viaggio a Milano organizzato appositamente per incontrare Umberto Bossi e le alte sfere del Carroccio. 


Secondo il Cavaliere è stato raggiunto "Un accordo che soddisfa entrambe le parti, è stata definita la quadra". Non si hanno dettagli precisi sui termini però, probabilmente dovremo aspettare la convocazione ufficiale dei ministeri. 


Il colloquio di oggi è stato un vero e proprio inseguimento per il premier, deciso più che mai a chiudere la rosa e a porre fine alle voci circolanti sul toto-ministro. Inizialmente l’incontro avrebbe dovuto svolgersi ad Arcore, poi si è parlato di una fabbrica di Montello, in provincia di Bergamo. Poi la riunione sembrava essere definitivamente slittata per impossibilità di raggiungere la location, ma Berlusconi era partito appositamente questa mattina da Roma, determinato ad incontrare il partito del nord.


Alle 15:45 il leader del Pdl è finalmente arrivato in via Bellerio a Milano, dove si trova la sede di Lega Nord. Qui ha avviato il colloquio con Bossi e altri esponenti del Carroccio, compresi Maroni, Calderoli e Roberto Cota. Presenti anche Aldo Brancher e Valentino Valentini di Forza Italia.


Uscito dagli uffici dopo due ore, inizialmente, il Cavaliere è entrato immediatamente in auto, senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. La conferma del raggiungimento dell’accordo è arrivata solo dopo poche ore, per bocca dello stesso premier. 

 

La questione Formigoni, però, potrebbe essere ancora aperta: il presidente della nostra regione, infatti, dovrà rimanere alla guida della Lombardia fino al 2010. Berlusconi lo incontrerà appositamente lunedì, anche per discutere del rimpasto della giunta dovuto all’elezione in Parlamento di tre assessori.


Doppio vicepremier o niente vicepremier? Questo, probabilmente, era il nodo più difficile da sciogliere a Milano. Bossi vorrebbe Calderoli in questo ruolo, ma non è una figura apprezzata dall’intero Pdl. Il Cavaliere, invece, vorrebbe come vice il fidato Gianni Letta. Fino a questa mattina si pensava alla possibilità di avere due vicepremier: Bossi e Letta. In questo caso a Calderoli andrebbe il Ministero delle Riforme. Dopo il meeting di oggi, invece, sembra essere emersa la possibilità di non avere affatto un vicepremier: Gianni Letta sarebbe nuovamente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Calderoli sarebbe responsabile dell’attuazione del programma di Governo e di una parte delle deleghe sulle Riforme. Bossi si occuperebbe del dicastero dedicato al federalismo. Inoltre la Lega conserverebbe altri due ministeri: l’Interno per Maroni e l’Agricoltura per Zaia.

 

Altro ostacolo è il Ministero della Giustizia, al quale Berlusconi vorrebbe Castelli. In questo caso, però, Maroni dovrebbe spostarsi dagli Interni alle Attività produttive. Queste, comunque, sono e rimangono delle speculazioni: Bondi, di Forza Italia, ha tacciato come prive di fondamento le ricostruzioni fornite dalla stampa sui criteri di scelta dei ministri.


La proposta della Lega, nel frattempo, è sempre stata chiara: Viminale, Agricoltura, Riforme per Bossi e vicepremiership per Calderoli.

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Pubblicato il 26 Aprile 2008
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