«Giù la discarica di 20 metri o sarà sciopero della fame»

Lorenzo Croce dell'Aidaa e Salvatore Boeddu del comitato contro la discarica di Stabio annunciano nuove iniziative se non verrà chiusa

«L’abbassamento della collina dei rifiuti di 4 metri è una presa in giro, non è cambiato niente. Vogliamo un abbassamento di almeno 20 metri e un risarcimento danni per le popolazioni locali e per l’Italia intera». Questa la richiesta di Lorenzo Croce, presidente nazionale dell’Aidaa, e di Salvatore Boeddu, a capo del comitato cittadino contro la discarica di Stabio, presentata alla stampa oggi, mercoledì 9 aprile, proprio da una delle case "oscurate" dalla collina alta 32 metri a ridosso delle case del Gaggiolo, una quindicina in tutto, che ormai convivono con questa realtà fatta di materiale inerte (demolizioni di abitazioni), ma anche altro. «C’è altro in quella discarica e c’è altro nei dintorni – continua Croce – sappiamo della presenza dell’eternit e dell’amianto flocculato. Abbiamo fato analisi private che provano che nel terriccio al di qua e al di là del confine c’è amianto».

Anche Arpa e Asl hanno effettuato analisi sia sull’aria che su suolo e sottosuolo ma i dati, secretati, sono nelle mani del Noe (nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Milano) che ha in mano l’indagine predisposta dalla magistratura proprio sulla presenza dell’amianto.«Chiediamo alla Regione di riaprire gli accordi con il Canton Ticino per abbassare la montagna davvero e non come è stato fatto con l’ultimo accordo – spiega Boeddu – 4 metri sono pochi mentre i camion continuano a scaricare a ritmo serrato. Chiediamo la chiusura e la messa in sicurezza di tutta l’area». Croce parla di quasi 100 camion al giorno che entrano e escono portando materiale edile ma anche amianto che finisce nell’aria e nei terreni e accusa le autorità italiane e svizzere di non interessarsi in modo adeguato alla difficile situazione degli abitanti di Gaggiolo.

I carichi da novanta Croce e Boeddu li mettono sul tavolo alla fine annunciando una class action che ha già visto l’adesione di 186 persone ma che «mira a raccoglierne 3000 attorno a questa causa per ottenere dalle autorità elvetiche 1 milione di euro. Inoltre i cittadini di Cantello chiederanno alla Gedis, società che ha in concessione la discarica, un risarcimento ulteriore sugli incassi della società». L’ultimo livello della protesta è lo sciopero della fame che Croce ha intenzione di mettere in pratica se la Regione non riaprirà una trattativa con il Canton Ticino per l’abbassamento della montagna:«Questa forma di disobbedienza civile, che comprende anche l’incatenamento alla dogana del Gaggiolo, – conclude Croce – la metterò in atto se entro i dieci fiorni promessi non verremo convocati al Pirellone».

 

Tutti gli eventi

di giugno  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 09 Aprile 2008
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.