Venco: “Fango sulla Memoria”

Nota sul caso “foibe” da parte dell'ex sindaco di Samarate, oggi consigliere comunale di Forza Italia

Riceviamo e pubblichiamo 

Anch’io avrei soprasseduto, su questa come su altre cose, se non mi avesse fatto sobbalzare l’orribile accostamento fra un nobile e serio studioso come come Ernst Nolte e l’innominabile negazionista invitata a Samarate dal locale “minculpop”. 

Con perfetto stile engels-leninista il sindaco di Samarate, in una nota inviata ai consiglieri comunali, mentre ci fa il resoconto della conferenza sulle foibe, il cui relatore – si attinge dagli allegati – è stato rifiutato per le sue insostenibili tesi negazioniste da enti pubblici ben più quotati e culturalmente attrezzati del nostro (provincia di Milano, comune di Bellaria), ci comunica la sua alta soddisfazione nel definire detta conferenza come “prezioso e vivace momento culturale”. 

Solo chi ha abituato il proprio intelletto al dubbio può tollerare infatti che sul proprio territorio si spandano colossali menzogne su un dramma documentato e non ancora portato completamente alla luce in tutta la sua barbarica brutalità, che riguarda anche alcuni cittadini samaratesi, immigrati dalla Venezia Giulia. 

Leggo infatti sul sito di Luigi Beviglia, presente all’incontro, una diversa versione dell’evento: parla di “imbarazzo e disappunto” del relatore che si aspettava il solito uditorio filotitino e si trova invece di fronte un uditorio eterogeneo e poco disposto ad avallare le sue affermazioni. 

Esattamente 60 anni fa Gorge Orwell aveva smascherato nel suo 1984 la generalizzazione della menzogna del comunismo, che chiama – ancora oggi – pace la guerra, bene il male, vita la morte ecc… attuando una falsificazione totale della realtà. 

Anche da noi, “pochi attardati nostalgici” di sanguinarie dittature condannate dalla storia danno voce a ripugnanti menzogne e giustificazioni, in nome della libertà di “manifestare liberamente le proprie opinioni” (la stessa che è stata lasciata al Papa, alla “Sapienza”, immagino). 

I “valori ideali” di questa amministrazione, in campo culturale, li abbiamo visti abbondantemente: sono quelli di stravolgere fatti e significati – ovviamente quelli scomodi per i nazionalcomunisti nostrani. 

Vile e ignobile è infatti il maldestro tentativo di cogliere una ricorrenza, istituita per onorare la memoria delle vittime del regime titoista, per ritorcela contro le stesse e giustificare di conseguenza la barbarie dei carnefici. 

E non è solo questione di “foibe”: è noto il primo atto di questa giunta, in occasione del 60° anniversario della fine della seconda guerra mondiale, contro l’atto di “pietas” verso i giovani repubblichini fucilati in piazza a Samarate a guerra finita, fatti sui quali è ancora aperta un’inchiesta della magistratura di Busto Arsizio. 

Non manca, infine, il nostro volterriano sindaco di assicurarci il suo impegno istituzionale a favore della libertà di parola e opinione in Samarate. 

Emblematica al riguardo è stata la decisione di cambiare il nome del parco di Cascina Costa, intitolato a “Solidarnosc” e modificato poi nel più innocuo “Solidarietà”. Per finire con il trattamento riservato all’associazione “Opera nazionale Caduti senza croce”, all’inaugurazione della cui sede la giunta comunale ha brillato per la sua assenza, e la cui libertà di espressione in locali pubblici non può superare il fatidico numero di tre foto esposte. Come a Berlino est. 

Non stupisce più neppure, purtroppo, che alcuni assonnati sostenitori dell’attuale giunta – portatori, presumo, di ideali diversi – non esprimano alcun disappunto per il gusto macabro e cinico dell’ideatore di siffatte iniziative. Fortunatamente si torna a votare.  

Ermanno Venco

Coordinatore di Forza Italia – Samarate

Consigliere comunale

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Pubblicato il 08 Febbraio 2008
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