Graglia: «Voglio che l’Italia ritorni a sognare»
Nella relazione di inizio anno, il neopresidente dell'Unione industriali di Varese punta alla rinconciliazione tra impresa e società civile
«Mi dicono che questo è un appuntamento atteso e importante. Abbiate pazienza se lo scopro solo ora, ma questa è la mia prima volta». Comincia così, con l’understatement schietto che lo contraddistingue, il primo appuntamento di Michele Graglia con la stampa locale – che per l’occasione, come ogni anno, si presenta al gran completo – per fare il punto economico del 2007.
ll neopresidente dell’Unione Industriali varesina, nominato nel giugno scorso, ha fatto il punto di un anno che per la sua associazione è stato “in itinere” proprio perchè segnato dal passaggio di consegne tra Alberto Ribolla e lui. Ma che gli è ben noto, per quanto riguarda gli aspetti economici, da imprenditore.
Un 2007 «Nato in maniera positiva, anche se purtroppo noto che l’italia quando cresce cresce sempre meno degli altri stati» ma dove il prezzo delle materie prime è letteralmente impazzito: «Dal petrolio al rame, hanno incassato tutti aumenti record: basti pensare ai 100 dollari del petrolio o l’aumento del 150% del prezzo del rame. Cambiamenti che non possono che creare difficoltà e alzano il livelo della sfida globale,insieme a questo euro troppo forte che rende più difficile avere scambi anche con i mercati che sono per noi sbocco naturale».
Problemi che l’Unione Industriali ha provato ad affrontare con due iniziative “creative” come l’accordo tra Espansione ed Erg per rifornire di energia a miglior costo il mondo industriale, o l’innovativa forma di finanziamento “tra aziende” realizzata da Varese Investimenti attraverso lo strumento del private equity, che di fatto finanzia le nuove imprese attraverso i prestiti da parte delle imprese, con una modalità che affronta lo scambio “alla pari” tra realtà diverse. “In questo mondo che cambia forse è meglio essere un po’ meno “padroni in casa propria” e confrontarsi di più con gli altri. E questo è un metodo – ha commentato Graglia.
Un metodo che dovrebbe essere di aiuto alla realizzazione e al proliferare di imprese medio piccole ad alta innovazione e internazionalizzazione “Le imprese che sembrano adesso vincenti, e che nel nostro territorio sono tante”.
Imprese che, più ancora che di finanziamenti, facilitazioni per l’energia e infrastrutture hanno bisogno di speranza e sogno: essere capaci, quindi di figurarsi positivamente il futuro.
«L’ assemblea con cui Ribolla si è congedato lanciava la necessità del sogno: che è quello che penso anch’io – sottolinea Graglia – Ancora di più: dobbiamo rifare cultura di impresa diffusa, stabilire un contatto tra la società civile e l’impresa non come se fosse una contrapposizione, e l’azienda un aspetto da subire solo perchè generà lavoro. Perchè nell’impresa, se presa senza preconcetti, ci sono valori che possono aiutare tutta la società ad evolvere. Per questo nel 2007 abbiamo fatto iniziative meno “numeriche” e più “filosofiche”, come la mostra e il libro (e ora il sito dedicato) “L’imprenditore e il sogno”: perchè i numeri che possono fare da bilancio del 2007 e che abbiamo analizzato sono solo un aspetto del problema. Quel che preoccupa di più non sono i numeri ma la sensazione della situazione che si ha al di là dei numeri: a me non piace vedere che i giornali esteri parlino dell’Italia, un paese che ha fatto della vitalità uno dei punti di forza, come di un paese stanco che non ha voglia di reagire. Spero invece che si possa riprendere a sognare, e a guardare al futuro. Così potrà finalmente smettere di essere considerata "il paese della spazzatura”».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Walt06 su Varese, tutti promossi al Centro Studi Voltaire: il bilancio del primo anno
principe.rosso su Crollo alla E-Work Arena, Varese pronta ad aiutare la Uyba Volley: a disposizione il palasport di Masnago
GrandeFratello su Centro Campus, via alla trasformazione: "Varese sempre più all'avanguardia nel basket europeo"
lenny54 su Turisti e seconde case fanno impennare i consumi d'acqua nel nord della provincia, lo dicono i dati degli acquedotti
Felice su Musi di Varese 2027, presentato il calendario del Canile: Palazzo Estense accoglie i cani della città
Felice su Turisti e seconde case fanno impennare i consumi d'acqua nel nord della provincia, lo dicono i dati degli acquedotti






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.