Cassa integrazione: Brescia guida la Lombardia e Bergamo supera Milano
Nel secondo trimestre 2025 la provincia bresciana concentra il 28,5% delle ore di cig, seguono Bergamo (20,9%) e Milano (17,2%). Crescite record a Cremona e Lodi, cali invece a Lecco, Pavia e Varese
La cassa integrazione richiesta in Lombardia nel secondo trimestre del 2025 scende del 5% rispetto al trimestre precedente. Fanno meglio nord Italia e Italia con il -19,2% e -22,3%.
Guardando invece al tendenziale, ossia al confronto con il secondo trimestre del 2024, la cig risulta in crescita del 15,7% in Lombardia, dell’11,4% nel nord Italia e del 13,6% nel paese.
In regione il calo è maggiore nella gestione ordinaria (14,8%), mentre sale la cassa straordinaria (19,2%) e ancora di più il FIS (66,2%), anche se in questo caso i numeri assoluti sono bassi, 742.706 ore su un totale di quasi 28 milioni di ore richieste.

CRESCE LA STRAORDINARIA
L’incremento della straordinaria è determinato dal comparto crisi e riorganizzazione che sale del 42,6%. Anche in termini tendenziali l’incremento dell’ordinaria risulta più contenuto di quello generale (4,6%), mentre la straordinaria sale del 46,6% rispetto a un anno prima a causa del raddoppio delle ore richieste nel comparto crisi e riorganizzazione. Sale anche il FIS del 33,2%.
C’è quindi un miglioramento congiunturale generale rispetto al trimestre precedente ed insieme un appesantimento di situazioni di crisi strutturali specifiche, localizzate nei settori chimico, tessile, dei trasporti e del commercio.

LA CLASSIFICA DEI TERRITORI
Passando ai territori, al primo posto per richiesta di cig si conferma Brescia (28,5% sul totale regionale). Al secondo posto Bergamo (20,9%) sorpassa Milano (17,2%). Segue al quarto posto Varese (14,1%), quindi Como (8,4%), Mantova (7,4%), Monza/Brianza (6,8%) e a seguire le altre province.
Le variazioni congiunturali sono in calo nelle province di Lecco, Sondrio, Como, Pavia, Milano, Lodi, Varese, Monza/Brianza, Bergamo, comprese tra il 54% della prima e il 4,4% dell’ultima. Crescono nelle province di Cremona (202,3%) e Mantova (41,9%), mentre a Brescia la situazione rimane stabile. Le variazioni tendenziali sono in gran parte positive, tranne che a Lecco (-29,2%), Pavia (-26,8%), Varese (-25,3%) e Como (-16%).

LA CRESCITA PER SETTORI
In particolare c’è una forte crescita a Cremona (519,2%), Lodi (101,2%) e Brescia (70,9%), seguite a distanza dalle province restanti. Tra i settori il metalmeccanico assorbe da solo poco più della metà dell’incremento della cig, seguito a distanza dal tessile e dal chimico plastico.
Le variazioni in crescita rispetto al mese precedente riguardano soprattutto i servizi, a partire dai trasporti (322,3%), servizi vari (185,5) e commercio (71,5%). Valori alti anche per l’agro-alimentare (178,3%).
Nell’industria gli incrementi sono molto più contenuti, con il picco nel settore delle costruzioni (32,9%), e due settori risultano in calo, il metalmeccanico (-19,4%) e il tessile (-4,8%).
Anche in termini tendenziali il settore dei trasporti segna un forte incremento (369,9%), seguito dal commercio (109%), dall’agro-alimentare (93%), dal chimico-plastico (76,9%) e dal grafico-editoriale (57,8%). Nel metalmeccanico la crescita è molto più contenuta (15,6%), mentre sono in calo il settore tessile, delle costruzioni e dei servizi vari.
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