Fondazioni Arioli-Bernacchi: la fusione ha una valenza pubblica
Sulla volontà di unire le due fondazioni, il capogruppo in consiglio di "Uniti per Gavirate" Lorena Luini invita l'amministrazione ad aprire un dibattito pubblico
E’ recente la notizia della decisione assunta dalle fondazioni Bernacchi e Gerli Arioli di costituire un unico Ente che continuerà a perseguire le finalità sociali alle quali entrambe sono tenute, anche in osservanza di precise disposizioni legislative.
Il gruppo “Uniti per Gavirate” ha accolto positivamente tale annuncio sostenendo da molto tempo la necessità di una dismissione del Gerli, per l’inattività dello stesso che si protrae ormai da più di 15 anni, e nel contempo l’urgenza di ripensare in modo più razionale all’offerta di servizi sociali, rendendoli il più diversificati possibili e più – e meglio – rispondenti ai mutati ed accresciuti bisogni delle persone. Una migliore e maggiore sinergia fra i diversi soggetti presenti sul territorio non può che trovarci d’accordo.
La congiunta dichiarazione dei due Presidenti pro-tempore in carica, circa l’attuale sede del Gerli Arioli, sebbene tenti di tranquillizzare i cittadini circa l’uso dei locali – oggi bisognosi di “cure” – non chiarisce alcune problematiche anzi, semmai inserisce un ulteriore elemento di preoccupazione. Infatti il mantenere gli attuali volumi della struttura dell’ex Asilo, così come dichiarato da Dettoni (Presidente), in una futura e probabile ristrutturazione – onere che dovrebbe accollarsi la Bernacchi (ma non era gravata da tanti debiti ed impegni?) – non esclude l’abbattimento dell’immobile oggi esistente e la sua ricostruzione con volumi complessivi di gran lunga maggiori rispetto agli attuali e comportanti un ulteriore stravolgimento del centro cittadino.
Ovviamente la prospettiva, dichiarata da Reggiori, di un coinvolgimento di Enti e Comune (che vogliamo immaginare nella sua accezione più generale) per redigere progetti a scopi sociali permetterà anche a noi di svolgere quell’azione di indirizzo che – legittimamente – non viene meno neppure nel riconoscere l’autonomia gestionale delle due Fondazioni ora, né di quella futura.
Sorprendono, invece, le affermazioni circa il futuro Consiglio di amministrazione: agli attuali Presidenti ed ai loro rispettivi Consigli spetta il compito di decidere la composizione numerica del futuro CdA, non anche la nomina degli stessi, che è precipua mansione di altra figura istituzionale.
E’ senz’altro rassicurante per tutti sapere – fin d’ora – che la CRI, che tanto merito ha nell’azione di volontariato nel paese, non sarà sfrattata dall’attuale sede. Un presidio così importante deve restare, a nostro parere, a Gavirate e deve essere messo nelle condizioni di operare al meglio nell’interesse dell’intera cittadinanza.
Riteniamo ora che considerata la grande valenza sociale, sia delle finalità delle Fondazioni sia dell’immobile di proprietà Gerli, l’imminente fusione debba essere portata all’evidenza pubblica e cioè in Consiglio Comunale dal Sindaco, per l’esame della situazione e la valutazione delle prospettive future anche nell’ottica della migliore qualificazione urbanistica possibile.
Sarebbe questo il modo più corretto e trasparente per confermare che tutti gli attori pubblici, ONLUS ed Amministratori Comunali, con un’operazione di tale portata vogliono privilegiare e realizzare solo gli interessi dell’intera comunità gaviratese.
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