Final Eight: cresce la protesta per i biglietti
Tagliandi costosi e nominali. Gli ultras non ci stanno e anche gli altri tifosi storcono il naso. Se una squadra andrà in finale i suoi fans spenderanno tra gli 80 e i 550 euro
«Mi costi… Ma quanto mi costi?!». Lo slogan del vecchio spot della Sip sembra calzare a pennello per le Final Eight di Coppa Italia che tra una settimana scatteranno a Casalecchio di Reno.
Ma il prezzo dei biglietti non è il solo fattore che fa arrabbiare i fans del canestro di tutta Italia, i quali stanno contestando con vigore anche il cosiddetto "biglietto nominale". Chi si vuole recare al PalaMalaguti dovrà infatti prenotare i tagliandi o alla società organizzatrice, la Virtus Bologna, o agli uffici delle diverse società qualificate come ad esempio Pallacanestro Varese. Nella richiesta però si richiede di "inviare la copia di un documento di identità", un provvedimento peraltro che non è nè un obbligo di legge (l’impianto ha meno di diecimila posti e quindi non deve sottostare al decreto Pisanu), nè una richiesta specifica delle forze dell’ordine.
Per questo motivo le curve delle squadre impegnate stanno pensando a un clamoroso boicottaggio della manifestazione. «Se lo stato delle cose rimane questo è molto probabile che i gruppi organizzati rimarranno a casa» fanno sapere i ragazzi della Gioventù Biancorossa che anima la Curva Nord di Varese (nella foto in alto) e che fino ad ora ha seguito la Whirlpool su tutti i campi d’Italia, fino in Sicilia. «Per evitare scontri o problemi all’interno del palazzetto i metodi ci sono e si usano comunemente. Capita che qualcuno venga fermato e di conseguenza schedato, oppure che si indichino alcuni responsabili che rispondono di eventuali intemperanze. Non vediamo la necessità di fornire i documenti, per di più a un privato». La curva varesina non è la sola: da Siena, Napoli, Milano ad esempio arrivano risposte simili.
Tra l’altro la Final Eight rimane una manifestazione differente da una partita di campionato per la gestione dei biglietti: i tifosi delle squadre eliminate infatti lasciano il posto e magari il tagliando (ciò a Forlì – foto: Hafnar in Montepaschi-Whirlpool del 2006 – è sempre successo senza generare problemi) a quelli delle formazioni qualificate. In tale contesto introdurre il biglietto nominale – ammesso che poi ci siano i controlli all’ingresso – genererebbe problemi ulteriori.
Infine, come già accennato, c’è il discorso legato ai prezzi. Quelli degli abbonamenti validi per tutte e sette le gare in programma vanno dagli 80 ai 600 euro. I tagliandi per le singole gare invece hanno costi diversi a seconda della giornata. Nei quarti di finale (giovedì e venerdì) si possono spendere per i posti interi da un minimo di 20 a un massimo di 150 euro esclusi i diritti di prevendita. Per le semifinali e la finale invece si andrà dai 30 euro nelle gradinate (i posti più popolari, se così si può dire), ai 200 euro del parterre.
A conti fatti, un tifoso di una finalista spenderà da un minimo di 80 a un massimo di 550 euro. Senza contare il trasporto e gli eventuali pernottamenti all’ombra delle due torri. Alla faccia della sbandierata promozione del prodotto-basket.
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