Utilizzavano clandestini nei cantieri. Denunciati due imprenditori

Da un'omissione di soccorso in un incidente stradale, la polizia stradale risale ad un giro di lavoratori irregolari e cantieri edili fatiscenti

La vita è come un domino, butti giù una tessera e il resto viene da sè. Deve averlo pensato anche il cittadino ucraino, di 22 anni,  quando ha visto arrivare in casa gli uomini della polizia stradale. Questa storia inizia nel febbraio scorso. In via Lazio a Varese c’è un incidente. In una delle automobili coinvolte ci sono due feriti, ma il conducente dell’altra vettura scappa senza soccorrerli. Le indagini e gli elementi in mano ai poliziotti portano a Ispra, ma quando gli agenti della stradale arrivano a casa del presunto pirata si trovano di fronte ad un clandestino con documenti falsi e un po’ di droga. 
Indagando sulla vita dell’uomo, i poliziotti scoprono che lavora in nero in un cantiere edile di Brebbia. Una volta sul cantiere, la polizia scopre che l’ucraino non è l’unico lavoratore irregolare, ma che ce ne sono altri quattro, tutti clandestini e tutti lavoratori in nero. Le tessere del domino, però, non sono ancora cadute tutte, perché dopo accertamenti e interrogatori la polizia risale ad un altro imprenditore che come il primo utilizza lavoratori clandestini in nero. Naturalmente una volta arrivati sul cantiere gli agenti trovano una situazione disastrosa dal punto di vista della sicurezza, al punto da richiedere l’intervento dei responsabili dell’asl di Varese. Ai clandestini sono stati notificati i decreti di espulsione mentre i due imprenditori sono stati denunciati per aver impiegato manodopera clandestine e per non aver rispettato le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Pubblicato il 09 Agosto 2006
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