Operazione “Diablo”, cinque in manette per droga
Tra gli arrestati, tutti dell’hinterland varesino, anche un minorenne. I ragazzi si infiltravano in feste e rave party come parcheggiatori per meglio raggiungere la clientela
Due giovani coppie come tante. Oppure dei normali parcheggiatori fuori da discoteche, feste o rave party. Ma in realtà dietro alle facce di cinque giovani incensurati si celava un’organizzazione capace di avvicinare giovani, spesso giovanissimi, per vendere loro droga. E non solo di hascisc o marijuana si aprla, ma anche dell’oramai diffusissima cocaina, che finiva nelle tasche degli acquirenti senza troppi complimenti.
I carabinieri di Varese assieme ai colleghi della stazione di Azzate hanno concluso ieri l’altro l’operazione “Diablo”, che ha permesso di sgominare un gruppo di giovani spacciatori, finiti in manette man mano che il cerchio degli inquirenti si chiudeva attorno ai ragazzi. E l’ultimo a finire in carcere su ordine della procura della repubblica di Milano (Pm. Pilla) presso il Tribunale dei minori è stato F.M, classe 1988 di Varese, che lunedì mattina all’alba è stato svegliato dai militari di Azzate. Gli altri a finire ai Miogni, questa volta su ordine della procura dio Varese (Pm Masini) sono stati A.I. e M. I., gemelli, classe 1984, P.V., classe 1981 e G. P., 31 anni. Ed è stata proprio l’attenzione nei riguardi di quest’ultima ragazza a far partire le indagini che si sono poi concluse con l’arresto dei cinque. Il gruppo, piuttosto affiatato, operava con cellulari in modo accorto: nelle intercettazioni telefoniche in mano agli inquirenti non si faceva riferimento alla droga, bensì a discorsi generici che, a detta dei carabinieri, nascondevano però una terminologia che indicava le sostanze o comunque il luogo dello spaccio. E qui il quintetto aveva il suo punito debole: i ragazzi, che come si è detto operavano in coppia, maschio e femmina, per non destare attenzioni, impiegavano pochissimo tempo a far “entrare nel giro” i giovani clienti.
Spesso ad un primo contatto epr verificare la tipologia di acquirente, ne seguiva direttamente un altro dove avveniva lo scambio. Il gruppo non era organizzato a tal punto da reinvestire gli utili dei proventi per altre attività illecite, ma il giro d’affari era del tutto esteso in diversi paesi dell’hinterland Varesino, oltre che nel capoluogo. L’indagine ha così permesso ai militari di realizzare una vera e propria “mappa” dello spaccio: Da Gazzada Schianno ad Azzate, passando per Buguggiate, Mornago, ma anche Varese, Induno Olona e Bisuschio. La droga arrivava per la maggiore dalla principale piazza di spaccio del Nord Italia, la vicina Milano. Un particolare, che ha dato il nome all’operazione, “Diablo” appunto: una statuetta con le fattezze di satana che è stata trovata nella dimora di una delle arrestate. Nel corso dell’operazione sono state controllate oltre 300 persone, 51 delle quali segnalate in Prefettura come consumatori abituali; tre, in tutto, le persone denunciate per possesso di stupefacenti.
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