Dal pavimento della Galleria Vittorio Emanuele ai palazzi del Canton Ticino: il restauro secondo Studio Enso

Milena Maesani racconta vent'anni di lavoro nello studio di Vedano Olona tra conservazione e creatività, cantieri pubblici e committenti privati

Materia d'Impresa

Trentacinque persone per nove mesi a restaurare il pavimento musivo di Galleria Vittorio Emanuele a Milano: tre squadre che si danno il cambio giorno e notte, un coordinamento continuo, la sfida di rimettere in sesto uno dei luoghi simbolo della città senza fermare il passaggio. È uno dei lavori che Milena Maesani ricorda con più intensità tra i tanti affrontati in oltre vent’anni alla guida di Studio Enso, realtà nata nel 2003 a Vedano Olona, raccontato nel corso di Materia d’Impresa, la trasmissione settimanale di VareseNews che ogni giovedì presenta una delle aziende del tessuto produttivo varesotto.

Il suo è un mestiere che sta tra conservazione e interpretazione. Da una parte il restauro puro, quello che cura senza aggiungere nulla, che rispetta il dato storico e lo blocca nel tempo. Dall’altra la possibilità di rielaborare, di adattare un’opera a un contesto nuovo quando il committente è privato e l’occasione lo consente. «Con gli enti pubblici e la sovrintendenza è fondamentale attenersi al percorso conservativo – spiega Maesani – Con i privati possiamo esprimere anche creatività».

Accanto a lei dal 2017 c’è Daniela Bulgheroni, che porta competenze organizzative e gestionali. Insieme coordinano un gruppo di sei persone stabili, che si allarga a seconda dei progetti con altri restauratori, tecnici, decoratori, artisti. «Ognuno viene chiamato quando serve la sua competenza specifica – spiega Maesani – Siamo un gruppo, non si siamo solo io e Daniela. Altrimenti non si può affrontare correttamente questo nostro lavoro».

Lo studio lavora su quadri, sculture, elementi lignei nel laboratorio di Varese, e su edifici storici nei cantieri. Oltre alla Galleria Vittorio Emanuele c’è stata quella del Corso, sempre a Milano: pareti in cemento decorativo e soprattutto il graffito sopra le cupole di vetro, tornato visibile dopo aver sostituito i pannelli divenuti opachi nel tempo. «È un graffito meraviglioso – ricorda – Adesso i vetri sono trasparenti e passeggiando sotto si può finalmente rivedere tutto».

Da qualche anno lo sguardo si è allargato al Canton Ticino, dove lo studio ha aperto una sede a Lugano e lavora prevalentemente con privati, spesso italiani. Ora è impegnato a Carona, sopra Lugano, su un palazzo storico. «L’approccio al lavoro, tra Italia e Svizzera, non cambia molto – osserva Maesani – In Svizzera c’è un ufficio comunale che tutela gli immobili, meno rigido della nostra sovrintendenza ma comunque serio».

Il Gruppo Enso ha tra le sue realtà anche Behind Architecture, gruppo nato con lo studio varesino Villa Vignoli per partecipare a gare d’appalto pubbliche. Dentro ci sono architetti, ingegneri, restauratori, archeologi. «Serve dialogo continuo tra professionalità diverse, altrimenti si fanno errori – sottolinea – Chi mette mano sul bene deve avere indicazioni operative corrette».

Durante la conversazione, a sorpresa, si scopre anche che il restauro del moderno può essere più complicato di quello sulle opere antiche. «Un affresco del Quattrocento ti aiuta – spiega Maesani – La tecnica del buon fresco è stabile, tutto è chiaro. I materiali moderni come i cementi decorativi sono molto più imprevedibili». Racconta, per esempio, di un appartamento di mille metri quadri con pareti finite a gettata di cemento a vista: l’impronta dei legni di cassaforma crea la texture, ma quando si formano vuoti bisogna ricucire imitando quella stessa trama: ed era questa la richiesta di restauro del committente. «Un lavoro molto complesso», ammette.

Il tempo è una variabile che sfugge al controllo: i finanziamenti pubblici hanno scadenze precise, ma il meteo detta legge: troppo freddo e non si può lavorare, l’orario operativo si riduce a poche ore al giorno. «Abbiamo dovuto allungare le tempistiche su un cantiere perché potevamo operare solo dalle undici alle tre, quattro massimo, a causa del gelo».

L’entusiasmo nel descrivere il meestiere, dopo quasi 25 anni, sembra intatto: come vede il suo studio nel futuro? «Ho una risposta strana, se mi consente: noi cerchiamo sempre nuove collaborazioni, nuove anime – risponde – Perchè ciò che conta è l’apporto umano. Le persone fanno la differenza. La prospettiva è tutto».

Tutti gli eventi

di aprile  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 26 Marzo 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.