Presidente della Repubblica, si vota l’8 maggio
Carlo Azeglio Ciampi ha ufficialmente annunciato la sua intenzione di non ricandidarsi, dopo un prudente "vedremo" ai cittadini di Livorno che gli chiedevano di restare
Il presidente della Repubblica aveva risposto con un «ora vedremo» ai tanti cittadini di Livorno, dove si trova in visita, che gli chiedevano dell’eventualità di un secondo mandato al Quirinale. L’ipotesi che accetti un altro settennato al Colle tuttavia è tramontata in serata, quando Ciampi ha ufficializzato l’intenzione di non ricandidarsi. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti, d’intesa con il presidente del Senato Franco Marini, ha deciso la convocazione per l’8 maggio alle ore 16 del Parlamento in seduta comune, integrato dai delegati delle Regioni, per l’elezione del presidente della Repubblica. Resta da sapere se l’incarico per formare il nuovo governo verrà dato prima di quella data. Ciampi, dal canto suo, aveva più volte dichiarato che l’incarico sarebbe stato conferito dal suo successore.
Se Ciampi avesse accettato la ricandidatura, i tempi per la formazione del governo sarebbero stati probabilmente più rapidi. Ora invece si propsetta una tesa per il Quirinale con molti protagonisti: Berlusconi ha già avanzato il nome di Gianni letta, chiedendo che "per riequilibrare" le nomine dei presidenti delle camere, il capo dello Stato appartenga al entrodestra, o sia almeno una figura super partes come Ciampi. Impazza dunque il toto-Quirinale, in parallelo ai toto-ministri: e anche una figura femminile non sarebbe malvista sul Colle: tra gli altri si fa il nome di Emma Bonino.
Se l’elezione del presidente della Repubblica dovesse avvenire in tempi rapidi, già mercoledì della prossima settimana potrebbero svolgersi le consultazioni e a seguire potrebbe essere affidato l’incarico. All’inizio della settimana successiva, visto l’ottimismo di Prodi sui tempi della composizione dell’esecutivo, il nuovo governo potrebbe presentarsi alle camere per la fiducia.
Come si vota – Lunedì 8 maggio il Parlamento in seduta comune sarà chiamato ad eleggere il nuovo Capo dello Stato. Il parlamento sarà allargato anche ai delegati regionali: sarà quindi composto da 630 deputati, 322 senatori (315 eletti più i 7 senatori a vita) e 58 delegati regionali (3 per ogni regione, ad eccezione della Valle d’Aosta che ne ha uno solo) per un totale di 1010 grandi elettori. L’elezione avverrà a scrutinio segreto e nelle prime tre votazioni sarà richiesta una maggioranza dei 2/3 pari a 674 voti. Dal quarto scrutinio, invece, sarà sufficiente la maggioranza assoluta pari a 506 voti.
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