Varese

“Non solo neutralità”: alla Biblioteca civica di Varese la presentazione del libro di Sergio Favretto sul ruolo della Svizzera nella Resistenza

Nel periodo tra 1943 e 1945 la Confederazione rappresentò una base importante per gli Alleati, in collegamento con le formazioni partigiane. Un libro lo racconta con nuove fonti archivistiche

16 Aprile 2026

Un appuntamento per riflettere su una pagina complessa e spesso poco approfondita della storia europea del Novecento: giovedì 16 aprile alle ore 18 la Biblioteca civica di Varese ospita la presentazione del libro “Non solo neutralità” di Sergio Favretto, avvocato di Casale Monferrato, che è anche studioso di storia della Resistenza.

Il volume propone una rilettura documentata del ruolo svolto dalla Svizzera durante la Seconda guerra mondiale, superando la tradizionale immagine di una neutralità esclusivamente istituzionale. Al centro della ricerca, la frontiera italo-elvetica, lunga 744 chilometri, che tra il 1943 e il 1945 si trasformò in un passaggio cruciale per migliaia di persone in fuga dal nazifascismo.

Attraverso quel confine transitarono ex prigionieri alleati, soldati italiani, antifascisti, partigiani, giovani renitenti alla leva, perseguitati politici ed ebrei, ma anche uomini di cultura e del mondo del cinema.

Per molti di loro – già nel corso del Ventennio – la Svizzera rappresentò un rifugio ma anche un luogo di accoglienza, formazione e riorganizzazione, diventando un punto di riferimento per la prosecuzione della lotta al fascismo e poi della lotta di Liberazione nazionale (foto di apertura: militari elvetici e partigiani italiani  nel campo di internamento di Aarwangen, nel corso della commemorazione dei partigiani italiani caduti, Leopoldo Gasparotto, Bruno e Fofi Vigorelli, Carlo Fabbri, Mario Greppi).

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Il libro di Favretto approfondisce inoltre un aspetto meno noto: il ruolo della Confederazione Elvetica come centro strategico per le attività politiche degli esuli antifascisti e per le operazioni dei servizi segreti alleati, in particolare OSS e SOE. Città come Berna, Ginevra, Zurigo, Lugano, Bellinzona e Ascona emergono come nodi fondamentali di una rete che contribuì concretamente al sostegno della Resistenza italiana, attraverso lo scambio di informazioni, il finanziamento delle attività e la fornitura di armi e munizioni, in particolare a sostegno delle formazioni autonome (in Val d’Aosta, nel Lecchese, nell’area del Verbano).

La ricerca si basa su documenti inediti provenienti da archivi italiani e svizzeri, arricchiti da testimonianze dirette e apparati iconografici, offrendo una ricostruzione puntuale delle reti di solidarietà che permisero di salvare numerose vite. Particolare attenzione è dedicata anche al contributo della Chiesa cattolica, con il coinvolgimento di nunzi apostolici, parroci e volontari impegnati nell’assistenza ai profughi.

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Favretto si è occupato anche di Resistenza di confine tra Liguria e Francia e della figura di Beppe Fenoglio, che nel 1945 in Monferrato fu ufficiale di collegamento dei partigiani badogliani con la missione inglese sul territorio. L’incontro, all’interno di un itinerario di ricerca attento ai rapporti internazionali, rappresenta un’occasione per approfondire un capitolo fondamentale e sottovalutato della Resistenza italiana.

15 Aprile 2026
Redazione VareseNews
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