Ragazzini spaccano con un martelletto il vetro di un autobus di Autolinee Varesine, l’azienda: “Siamo esasperati”

Un nuovo grave episodio di vandalismo e di potenziale pericolo per passeggeri e personale viaggiante si è verificato sabato scorso a bordo della linea V120. Il gruppo di ragazzi è già noto per atti di violenza e spaccio

Vetri spaccati a Brebbia

Un nuovo grave episodio di vandalismo e di potenziale pericolo per passeggeri e personale viaggiante si è verificato sabato scorso a bordo della linea V120 di Autolinee Varesine, durante una corsa da Angera a Varese intorno alle ore 19.30.

L’episodio è descritto in un comunicato di Autolinee Varesine. Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo composto da circa quindici giovani, tra cui numerosi minorenni, avrebbe creato momenti di forte tensione a bordo del mezzo. L’episodio più grave si è verificato nei pressi di Brebbia: uno dei ragazzi avrebbe utilizzato il martelletto di emergenza per infrangere un vetro laterale posto nella parte posteriore dell’autobus. Alcuni componenti del gruppo sarebbero poi scesi rapidamente dal mezzo approfittando della situazione di confusione generata dall’accaduto.

Le immagini del danneggiamento mostrano vetri frantumati sparsi sui sedili e sul pavimento del veicolo. Solo per circostanze favorevoli non si sono registrati feriti tra i passeggeri presenti a bordo.

Vetri spaccati a Brebbia

Sul posto sono prontamente intervenuti i Carabinieri di Besozzo, che hanno avviato gli accertamenti del caso. Al momento i responsabili non risultano ancora identificati, ma sono in corso attività investigative supportate dall’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti a bordo, lungo il percorso e nelle aree interessate.

L’episodio, tuttavia, non rappresenta un caso isolato.
Il gruppo protagonista dei fatti, piuttosto conosciuto dal personale aziendale, sarebbe composto da giovani che da almeno quattro o cinque anni frequentano abitualmente la tratta Varese-Ispra nei fine settimana e durante il periodo estivo.

Nel corso del tempo numerosi episodi sono stati segnalati alle Forze dell’Ordine e alle amministrazioni locali: consumo di alcol, presunti episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, schiamazzi, danneggiamenti alle fermate del trasporto pubblico e alle strutture presenti nell’area lacustre di Ispra, oltre a comportamenti che hanno spesso generato disagio tra residenti, turisti e utenti del servizio.

La situazione sarebbe ben conosciuta anche dall’amministrazione comunale di Ispra e dalla Polizia Locale, che da tempo monitorano il fenomeno e stanno valutando possibili interventi per limitarne gli effetti sul territorio.

L’episodio di Brebbia riporta però al centro dell’attenzione una questione ancora più ampia: quella della sicurezza a bordo dei mezzi pubblici.
Autolinee Varesine sottolinea da tempo come gli episodi di violenza, minaccia e vandalismo nei confronti del personale viaggiante siano diventati un problema concreto e non più episodico. Negli ultimi anni si sono verificati diversi casi di aggressioni verbali e fisiche ai danni di autisti e verificatori, con alcuni dipendenti che sarebbero stati addirittura picchiati durante il servizio.
Una situazione che l’azienda considera esasperante e non più sostenibile.

Per questo motivo Autolinee Varesine ha già sensibilizzato ripetutamente le istituzioni competenti, scrivendo al Prefetto, al Questore, ai sindaci del territorio e al Comandante Provinciale dei Carabinieri per richiamare l’attenzione sul crescente problema della sicurezza sui mezzi pubblici.
Secondo l’azienda, nonostante la disponibilità all’ascolto manifestata dalle istituzioni, le misure adottate fino ad oggi non sarebbero state sufficienti a contrastare efficacemente il fenomeno.

La posizione di Autolinee Varesine è chiara: il trasporto pubblico locale deve essere considerato alla stregua delle aree ferroviarie e delle stazioni, luoghi nei quali la presenza delle forze dell’ordine rappresenta ormai un presidio consolidato di sicurezza.
Gli autisti, soprattutto sulle tratte maggiormente esposte a fenomeni di degrado e microcriminalità, non possono essere lasciati soli ad affrontare situazioni che mettono a rischio sia il personale sia gli utenti.
Tra le misure che potrebbero essere richieste nei prossimi incontri istituzionali figurano controlli più frequenti lungo le linee considerate sensibili, servizi coordinati tra forze dell’ordine e polizie locali e, nei casi più problematici, la presenza di pattuglie a bordo degli autobus con funzioni di prevenzione e identificazione dei soggetti responsabili di comportamenti illeciti o molesti.

L’obiettivo è duplice: garantire condizioni di lavoro sicure per autisti e verificatori e restituire serenità ai migliaia di cittadini che ogni giorno scelgono il trasporto pubblico per raggiungere scuole, luoghi di lavoro e servizi.
L’episodio di sabato rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme di una problematica che, secondo gli operatori del settore, non può più essere affrontata esclusivamente dopo il verificarsi dei fatti.

La richiesta che arriva dal mondo del trasporto pubblico è quella di un intervento coordinato e strutturale, capace di prevenire situazioni di rischio prima che degenerino in eventi ancora più gravi.
Perché se questa volta il bilancio si è limitato a un vetro infranto e a un autobus danneggiato, il timore condiviso è che in futuro possano essere coinvolte direttamente altre persone: passeggeri, autisti o controllori che ogni giorno svolgono il proprio lavoro o utilizzano il servizio pubblico confidando di poter viaggiare in sicurezza.

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Pubblicato il 04 Giugno 2026
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  1. Avatar
    Scritto da principe.rosso

    La politica securitaria della destra ha chiaramente fallito, impregnata di propaganda contro l’immigrazione ha per decenni dettato l’agenda politica e lo sta facendo ancora con la remigrazione, costringendo anche il campo avversario a inseguire su questo tema. Non trovando risposte valide al problema dell’immigrazione clandestina, nel frattempo è cresciuta in maniera impressionante la criminalità giovanile che coinvolge in primis anche i giovani italiani, segno di un degrado e un impoverimento sociale che è diventato una grande emergenza nazionale. Abbiamo visto fare dal governo una serie di innumerevoli decreti sicurezza, che come era facile prevedere non sono utili al contrasto della violenza, anche perchè a questa violenza giovanile non si è mai voluto guardare in faccia, se non quando riguardava il coinvolgimento esclusivamente di giovani immigrati. Forse, chi parla di voler fare una politica non ideologica per sembrare capace di fare concretamente qualcosa di utile per la gente, ha sempre detto una bugia?


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