Inquinamento, per Legambiente le centraline non bastano
«Il mancato funzionamento di una sola di esse o la loro inefficace dislocazione sul territorio potrà fornire dati parziali e poco rappresentativi della qualità dell'aria»
| Riceviamo e pubblichiamo
OGGETTO: Riorganizzazione centraline rilevamento inquinanti atmosferici I circoli Legambiente del sud Varese, di fronte alla ristrutturazione delle centraline di rilevamento della qualità dell’aria presenti in quella che è considerata "Area critica del Sempione", si sentono in dovere di esporre alcune osservazioni e delle proposte all’Agenzia protezione ambientale lombarda. Premesso che la delibera della Giunta regionale ha ridefinito le aree critiche (omogenee), portando il numero dei comuni della nostra area a 22 (di cui 12 in provincia di Milano e 10 in prov. di Varese) e che le tre nuove centraline allocate nei comuni di Busto Arsizio, Saronno e Gallarate sostituiranno le precedenti, ci viene spontaneo osservare il seguente: – pur essendo a conoscenza della direttiva europea che stabilisce il rapporto di impianti di rilevazione/abitanti, Legambiente esprime dubbi sul limitato numero di centraline che verranno posizionate nell’area critica. Il mancato funzionamento di una sola di esse o la loro inefficace dislocazione sul territorio potrà fornire dati parziali e poco rappresentativi della qualità dell’aria. Legambiente SudVarese ritiene opportuna la richiesta del Comune di Legnano di posizionare almeno una centralina nella zona sud dell’area del Sempione; – la drastica riduzione da 12 a 3 centraline focalizzerà imprescindibilmente l’attenzione sulla loro dislocazione nelle città interessate. Il nostro rapporto con la realtà locale ci permette di consigliare una rosa di vie rappresentative in cui potranno essere posizionati i rilevatori stabili: Busto Arsizio – via Magenta, p.za De Gasperi, p.za Manzoni; Gallarate – p.za s. Lorenzo (dove esiste la centralina), largo Buffoni (rotonda uscita autostrada), p.za Giulio Cesare, via Carlo Noè, via Checchi; Saronno – p.za Repubblica; – una breve verifica da noi fatta ci conferma che alcuni strumenti di rilevamento posizionati nelle centraline ora considerate obsolete erano stati sostituiti di recente. Nei nuovi impianti di monitoraggio sarà possibile "riciclare" i materiali ancora funzionanti? Si risparmierebbe denaro pubblico; – conoscendo i lunghi tempi dell’iter burocratico che porterà alla collocazione delle nuove centraline, nel frattempo non è possibile mantenere attive le stazioni funzionanti? In questo modo i cittadini riceveranno minimali informazioni sull’aria che respirano. Legambiente Busto Arsizio, Cassano Magnago, Gallarate e Valle Olona |
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