A Varese nasce il gruppo di ricerca sulla comunicazione giuridica
Diretta dal docente Giuseppe Battarino, l'iniziativa dell'Università dell'Insubria punta a fornire a giuristi, autori e "content creator" gli strumenti per trattare argomenti penali e di cronaca con la giusta consapevolezza
All’Università degli Studi dell’Insubria a Varese è nato un nuovo gruppo di ricerca dedicato alla comunicazione giuridica (Co.Gi.). L’iniziativa, nata in seno al Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio (Disuit) e al Centro di ricerche epigrafiche e documentali (Cred), punta ad analizzare le dinamiche del linguaggio legale e la sua rappresentazione nei media.
La nascita del gruppo è stata ufficializzata durante l’evento Comunicazione giuridica – Narrativa d’investigazione: opportunità e questioni aperte, che si è svolto il 12 giugno.
All’incontro hanno partecipato i docenti Giulio Facchetti e Giuseppe Battarino, insieme ai ricercatori e membri del gruppo di ricerca Fabio Calandrino, Giuseppe Longo, Alice Angelini, Elettra Aldinio e Alessandro Buzzi.
La direttrice del Disuit, Paola Biavaschi, ha illustrato gli obiettivi della struttura, la cui responsabilità scientifica è stata affidata a Giuseppe Battarino, docente di Comunicazione pubblica e istituzionale.
Il centro d’ateneo si focalizzerà sullo studio del linguaggio giuridico e sulla narrazione dei temi di giustizia e sicurezza in ambito politico, giornalistico, letterario e radiotelevisivo.
Tra gli obiettivi primari, c’è il supporto alle figure professionali del diritto, spesso vincolate dalla complessità tecnica dei loro linguaggi. «Avvocati e magistrati – sottolinea Battarino – spesso incontrano difficoltà a comunicare con efficacia elementi del loro lavoro, perché trattano una materia un po’ ostica. La nostra idea è quella di analizzare gli strumenti comunicativi di avvocati e magistrati per agevolarli».
L’attività del centro si concentrerà anche sugli aspetti critici della narrazione giudiziaria nei media, a partire dalla mancanza di accuratezza nell’informazione e nell’intrattenimento. «Il problema – sottolinea Battarino – è che non sempre c’è una qualità adeguata, non dal punto di vista della creatività, ma proprio dal punto di vista della precisione nel racconto delle storie e delle procedure giudiziarie».
Impegno che si articola anche nella lotta alle convinzioni diffuse ma errate. «Siamo pieni di luoghi comuni – precisa il docente – e in qualche modo bisogna smontarli, per far sì che i cittadini capiscano. Bisogna raccontare il sistema penale in termini semplici ma corretti».
Sul fronte didattico, la prima iniziativa concreta sarà l’avvio in autunno del corso di alta formazione “Crime stories” e comunicazione giuridica. Il percorso formativo intende fornire le competenze giuridiche necessarie per trattare correttamente cronaca nera e giudiziaria, sia per la saggistica e la narrativa sia per i formati multimediali come podcast e video. Le lezioni comprenderanno attività frontali e workshop pratici volti a integrare diverse competenze.
Accanto allo studio degli aspetti tecnici, secondo Battarino per chi vuole seguire questo percorso uno de requisiti fondamentali è una “dieta mediatica” scelta con cura. «Fate buone letture e guardate buoni film – è il suggerimento del docente –. Bisogna essere molto selettivi in quello che si legge e nelle produzioni che si decidono di seguire».
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