Le osservazioni di Busto complicano l’iter del Piano provinciale rifiuti

Il Presidente della provincia Marco Reguzzoni presenta in commissione provinciale Ambiente le richieste di Busto. Sgomento tra i commissari all'idea di rinunciare ad Accam

Marco Reguzzoni (foto) è stato di parola. Il presidente della Provincia di Varese, presenziando martedì pomeriggio alla seduta della Commissione provinciale Ambiente, ha reso pubbliche le osservazioni del Consiglio comunale di Busto Arsizio al Piano provinciale rifiuti. Pur non nascondendo la propria perplessità, Reguzzoni ha chiesto che le osservazioni vengano accolte, come aveva promesso alla Commissione ambiente e territorio bustocca.

Le osservazioni presentate al Piano sarebbero in totale dodici, provenienti da sub-ambiti e Comuni, oltre che da Accam SpA. Quest’ultima, chiaramente, avrebbe tutto l’interesse a perseguire la strategia del revamping, come indicato nel Piano; al contrario Busto chiede che l’impianto di Borsano venga depennato dal Piano, in cui è citato esplicitamente. Accogliendo le richieste bustesi, automaticamente non si potrebbe venire incontro a quelle dell’ex consorzio.
All’indomani della seduta della Commissione, già fiocca qualche polemica: a farsi sentire è il Coordinamento dei comitati spontanei cittadini, oltre a Rifondazione Comunista. Per Mario Cislaghi, rappresentate dei comitati bustesi, "evidentemente una maggioranza dei cinque subambiti provinciali per lo smaltimento dei rifiuti, e probabilmente anche qualcun altro, pensavano di cavarsela con la presenza dell’impianto Accam; non si spiegherebbe altrimenti la reazione sgomenta quando Reguzzoni ha posto sul piatto le osservazioni di Busto". A far scattare i sospetti dei Comitati è il fatto che oltre al sub-ambito sudovest, di cui Busto Arsizio e tutti i Comuni varesini soci di Accam fanno parte, anche altri due sub-ambiti hanno insistito perchè si giunga alla stipula della convenzione Busto-Accam. Dal momento che, secondo l’intepretazione vigente del piano, ogni sub-ambito dovrebbe smaltire i rifiuti da sè, la cosa lascia perplessi. "In realtà nel Piano si specifica che ogni sub-ambito deve produrre combustibile da rifiuti – cdr – a partire dalle proprie immondizie, ma non che deve costruirsi un proprio impianto per smaltirlo" spiega Antonello Corrado di Rifondazione Comunista, che con i rappresentanti dei Comitati è andato a seguire i lavori della Commissione provinciale ambiente. "E quando Reguzzoni ha riferito delle osservazioini di Busto, c’è stato un attimo di smarrimento; qualcuno ha anche commentato a queste condizioni il Piano rifiuti in sè è dimezzato". Ma le scudisciate di Rifondazione piovono anche sui mezzi d’informazione. "Mi chiedo come mai un tema così importante sia stato ignorato dalla stampa. Forse perchè non eravamo a Busto, ma in aula non c’erano giornalisti . Certi temi non si fermano in Consiglio comunale, come in troppi pensano; il Piano provinciale rifiuti merita di essere seguito fino in fondo".

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Pubblicato il 16 Novembre 2005
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