Il dottor Valli salvò mia figlia
La testimonianza di Nicoletta Romano, direttore di Living: «Le sue convinzioni negazioniste che non condividerò mai non mi precludono di avere il massimo rispetto di lui e del suo senso di umanità»
Con grande pena ho letto della scomparsa del Dottor Valli che conobbi come seguace di Esculapio e anche come uomo. Un grande medico a cui mia figlia ed io saremo eternamente grate. Fu infatti l’unico, attraverso la semplice vista del colore delle unghie delle mani di Véronique , a capire che le rimanevano poche ore di vita a causa di un’emorragia interna in atto da settimane, come scoprimmo in seguito. Ricoverata entro l’ora all’Ospedale di Cittiglio, poi a Busto Arsizio per l’intervento, mia figlia si salvò 25 anni fa da morte sicura. Nessuno dei grandi luminari sollecitati allora l’avevano riscontrato. Per questo io m’inchino davanti a questo grande medico e alla sua arte diagnostica.
Passiamo all’Uomo. Le sue convinzioni negazioniste che non condividerò mai non mi precludono di avere il massimo rispetto di lui e del suo senso di umanità, seppur questo possa parere un controsenso viste le sue convinzioni. Ma io lo vedo ancora, il viso solcato di lacrime, quando capì di non poter fare nulla per mia sorella Stefania. Soprattutto provo un’immensa pietas per lui, per la titanica battaglia che ha dovuto combattere con se stesso e con i suoi demoni: lui che aiutava a vivere ha preferito darsi la morte. Non giudichiamo: nessuno è ancora riuscito a penetrare le profondità della psiche umana e delle sue contraddizioni.
(nella foto Nicoletta Romano, direttore di Living)
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