Nel dibattito sull’eutanasia, occorre più filosofia
8 Ottobre 2013
E’ giusto, "affidare e delegare” a medici e a giuristi la nostra anima?
Più filosofia e meno medicina o giurisprudenza per risolvere i problemi della nostra anima!Riprendiamoci la nostra spiritualità, ricominciamo a ragionare, cerchiamo in noi stessi quelle forze che ci consentono di superare anche i momenti più difficili della nostra vita!
Siamo invitati continuamente a “delegare” tutti i nostri problemi ad “altri”, ai cosiddetti “specialisti”, “esperti”. Un problema fiscale-finanziario? Bene, rivolgiti al fiscalista o al commercialista; Un problema legale? Bene, ci sono tanti valenti avvocati e magistrati; Un problema nei tuoi rapporti familiari? Semplice, c’è il “matrimonialista” che si farà carico del nostro rapporto coniugale; lo psicologo che si farà carico dei rapporti fra i coniugi e fra figli e genitori; il sessuologo che ci indicherà come fare, per poter, meglio, dare e provare piacere!Un problema di salute? Bene, benissimo, fortunatamente ci sono tanti bravi specialisti che con la loro scienza, possono in moltissimi casi, curarci e guarirci.
E poi ci sono i politici ad essere delegati da tutti noi a rappresentarci e predisporre in un quadro legislativo una società che risponda a tutte le nostre esigenze e necessità temporali.
Ed ancora: Un problema di lavoro? nessuna preoccupazione, affidati a patronati e sindacati; Un anziano in famiglia? qual è il problema; ridenti ospizi, dai nomi allettanti ed esotici, sono in loro attesa pronti ad alleggerire i familiari da questo “pesante fardello”; Un malato, un sofferente, un morente? Non preoccuparti, non farti carico, non pensare, ci sono pronti ad intervenire tanti assistenti, volontari, agenzie, pronte a farsi carico (anche se quasi sempre dietro la corresponsione di lasciti, contributi, donazioni), a sostituirti, ad allontanare da te tutte queste “brutture” che rendono la “qualità della tua vita” non “degna d’essere vissuta”, che ti limitano della tua “sacro-santa libertà”.
Per i tuoi problemi spirituali? Tante occasioni, tante guide, tanti maestri, tanti imbonitori. Ovunque prolificano nuovi movimenti, sette, tutte pronte a proteggerti, a donarti felicità, a farti scoprire il “vero gusto” della vita, a proporti le loro “moderne verità”, da abbracciare semplicemente con atti di “fede”, purché ti lasci coinvolgere in modo “acritico” sotto l’effetto di nuovi e ricercati moderni “anestetizzanti”.
Tutti ci propongono nuovi “modelli di vita”, nuovi “valori” a cui far riferimento e per cui vale la pena di vivere (successo, denaro, potere, visibilità sono ai primi posti…) e a questi nuovi e moderni “profeti” è lasciato l’uso incontrollato dei mass media per sottoporci ad una vera “alimentazione forzata” di linee condotta che tendono sempre più a “massificarci” e a disabituarci a “ragionare” con la nostra testa.
Ecco che il “politico” dimentica di “rappresentare” le volontà dei cittadini e tende a manifestare e far valere le proprie; – Ecco che le “guide spirituali” non sempre si limitano a dare direttive ed indicazioni nell’ambito delle proprie fede religiosa, ma tendono e spesso intervengono come guide “corporali” quando fanno valutazioni in ordine a fatti e decisioni di stretta pertinenza parlamentare o governativa, esprimendo proprie opinioni e valutazioni su fatti esclusivamente di natura parlamentare o governativa per cui per ogni “legge” o per ogni “finanziaria” si sentono in dovere di dare il loro parere, quasi fossero un altro “governo ombra”; – Ecco che un “enturage ristretto” di “giornalisti ed opinionisti” si sentono d’indirizzare e dirigere l’informazione su temi che interessano molte volte le loro “curiosità”, ma che distano” “mille miglia” da quelle reali e attese da coloro che desiderano essere informati e non dogmaticizzati, e che vogliono con la propria “testa” esercitare il loro potere “critico”, valutando fatti ed avvenimenti;
– Ecco che i “magistrati” non si limitano ad assicurarci la “stretta applicazione delle leggi” che sono sempre l’espressione “democratica” della volontà popolare, ma preventivamente e pubblicamente le valutano e le criticano con criteri spesso “personali” o di “correnti”(quando se si limitassero alla solo “applicazione della legge”, l’amministrazione della giustizia dovrebbe essere una scienza esatta, come la matematica, in cui due più due fa sempre quattro, per tutti ed in tutti i tribunali. Ma oggi si tende ad andare oltre, ampliare le proprie sfere di competenza, e oltre a voler dare una “propria” valutazione delle leggi (cosa di stretta pertinenza parlamentare) vogliono anche decidere e valutare, rivaleggiando con la classe medica, quando bisogna o è lecito, “nascere” e quando bisogna o è lecito “morire”;
– Ecco, che il “medico” non si limita più a curarci, a cercare di farci vivere in buona salute fisica, secondo scienza e coscienza” dell’antica tradizione “ippocratica”, ma vuole essere “moderno”, vuole dall’alto del suo “potere scientifico” imporre a tutti la sua visione di “esperto” o “aggiustatore meccanico” del corpo, indicandoci con la “propria” se pur ”rispettabilissima” visione “quale vita è degna di essere vissuta”.
Per cui oltre alla “diagnosi” fra le moderne “terapie” ne viene inserita anche una, rivoluzionaria, moderna e risolutiva, che “taglia la testa al toro”: porre fine alla vita, porre fine all’esistenza, annullarsi, sparire, farsi fuori!!! Che grande scoperta!!! Che grande innovazione!!! Che grande conquista della civiltà umana!!!!
Quanti problemi, che da millenni affliggono l’umanità verrebbero risolti abbracciando questa tesi e tutto quello che essa sottintende: sei malato,sofferente morente, incurabile, disabile, fuori dagli “standard” accettati ed accettabili da questa società, ebbene “falla finita” e noi “ti aiutiamo”, ti esortiamo, ti agevoliamo in questa impresa, invitandoti a fare “testamento”, a predisporti “moduli” a fornirti notai ad 1 euro, ad offrirti gratuitamente, magari anche a domicilio” i migliori “specialisti” o “killer” di fine vita.
Son pronti, forse, i tempi per nuove facoltà, nuove specializzazioni che da “prestigiose Sedi Universitarie” o rinomate “Scuole di specializzazione” sforneranno futuri dottori e specialisti in “fine vita”? Sicuramente son già in molti, fra i tanti “luminari”, ad ambire al prestigioso posto di “Direttore” di tali Scuole, e tanti, ad offrirsi come “esperti” e specialisti del settore.
MA ALLORA PERCHE’ GLI HOSPICE O QUALSIASI ALTRA STRUTTURA DI CURA?
Basterebbe una rete in tutto il territorio nazionale, di strutture quali la “Dignitas” svizzera, (struttura dove è possibile liberamente e con assistenza medica decidere di “farla finita” di andare a “morire”) e tutti i problemi come d’incanto, verrebbero risolti. Basterebbe adeguarli anche ad altre necessità, basterebbe che accogliessero anche tutti coloro che per qualsiasi motivo sono delusi della propria esistenza. Ecco ciò, che fra poco tempo potremmo sentire o vedere negli spot pubblicitari: “Vuoi non essere, più povero, ammalato, triste, sofferente, schiavo, sfruttato, non amato, non considerato? Vuoi smetterla di sentirti, fallito, incapace, buono a nulla, sfigato, senza soldi, senza lavoro, senza affetti? Vuoi non più soffrire e provare dolore per una malattia, per un lutto, per un insuccesso nel mondo del lavoro o degli affetti? Perché vivere senza soldi, senza successo, da misero, da precario, da vecchio, da sofferente, senza una gamba, senza vedere, immobilizzato per anni in un letto, in solitudine, in malinconia, nell’angoscia, sotto le bombe o sotto padroni?
Potremmo dimezzare le parole del nostro vocabolario e rendere tutto più semplice. Basta cancellare, eliminare. Ebbene, per tutto questo, i moderni “profeti” della felicità umana, “ci offrono una casa, un luogo protetto, e a cui ci si riferirà sicuramente con una terminologia di “centri d’eccellenza”, (suggerisco il titolo molto popolare preso in prestito dalle tante “Villa serena”, di “ISTITUTO CLINICO MORTE SERENA”, se solo si volesse modificare quello dir poco “sprezzante” e di “cattivo gusto”di “DIGNITAS”) in cui del tutto “legalmente” si potrà dar corso, ad operazioni di alto valore “etico” e “professionale” come “SUICIDIO ASSISTITO” o “OMICIDIO CONSENSUALE”.
In questi ultimi anni, intorno ai temi dell’eutanasia, del testamento biologico, delle dat. del “car giver”, living will, in generale sui temi legati alla “vita” e alla “morte”, su fronti opposti, si sta sviluppando un vivace ed agguerrito dibattito. Ognuno rivendica per sé, paternità e competenze, autoinvestendosi di temi che non rientrano assolutamente nelle loro specificità; vi è una invasione di campo continua e deliberata che porta ad “annullare” e rendere la parola “individuo” o “persona” una pura esercitazione “lessicale”.
Se tutto questo ci permette, in molti casi, di far fronte e d’intervenire con efficacia per la soluzione di tanti problemi (sanitari, giuridici, economici, psicologici, spirituali.ecc.), può, però se non ce ne accorgiamo in tempo, portarci ad un vero e proprio “annullamento” della nostra personalità e del nostro essere uomini.
NON PENSARE, NON RAGIONARE, AFFIDATI A NOI
A questi messaggi dobbiamo opporci, rivendicare la nostra appartenenza al “genere umano” che si specifica nella sua essenziale componente di “essere pensante”. Nel dibattito "laico" che si sta sviluppando su questi importanti temi etici e di convivenza civile, mancano o sono “oscurate” le voci necessarie dei “filosofi” di coloro che ci invitano e ci indirizzano all’esercizio della nostra ragione e del nostro pensare.
E’ ORA CHE LA FILOSOFIA riprenda, una sua valenza ed una sua presenza forte nell’evoluzione del pensiero moderno capace di indirizzare anche la “moderna società” su una “etica” e su dei “valori” condivisi e condivisibili, che non siano espressione di volontà settoriali o peggio ancora di gestione da parte di piccole minoranze, potenti e ben organizzate per la gestione di propri interessi personali o corporativi.
Nessuno può pensare di affidare ad altri la “propria” volontà! Nessuno può essere il “fiduciario” il “custode” delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti; anche l’amore che è la maggiore espressione di offerta l’un dell’altro, intanto esiste se c’è rispetto delle singole individualità e delle singole emozioni. Nessuno può rappresentare l’altro nella espressione della sua interiorità!
Riprendiamoci il gusto di ragionare con la nostra “testa”, riappropriamoci della nostra “vita”, rivendichiamo a noi stessi e solo a noi stessi, con la nostra cultura, con il nostro personale “vissuto”, con le nostre emozioni, con le nostre fragilità, con le nostre anche residue capacità di intendere e di volere fino a quando ne abbiamo la possibilità e non sia permesso a nessuno di decidere su fatti e avvenimenti della nostra vita.
Diffidiamo di tutti coloro che senza riflettere, che anche il momento della morte fa parte della nostra vita, non avendo il potere di creare dal nulla una “vita” pretendono d’intervenire e avere potere sulla “morte”!!! Su tutti questi temi e su tanti altri ad essi correlati, auspico ed invito tutti, ad esprimere la propria opinione, aprendo un “dibattito” che grazie anche e soprattutto a questo "strumento mediatico", può avere quella libertà di espressione e di giudizio che altrove per molteplici condizionamenti sarebbe impossibile.
Nel suo piccolo, " I Farmaci dell’Anima", vuole offrire un modesto contributo invitando tutti a non "delegare", a non "affidare" se stessi ad “altri”, siano essi familiari o amici cari, (oltretutto li si caricherebbe di un onere e di una responsabilità enorme pari a quella di chiederci il “favore” di toglierci la vita- personalmente non lo accetterei da parte di nessuno e non darei, proprio per il grande amore e rispetto che nutro per tutti, a nessuno, questo onere e tanto meno ai miei figli o ai miei più cari amici), ma soprattutto la parte “migliore” e più “intima”, la nostra “anima”, il nostro “pensiero”, la nostra “ragione”, tutto ciò che ci permette di definirci “umani”.
Ma allora cosa fare? Quale la proposta? Ricercare in se stessi, sin da giovanissimi, quelle “risorse” personalissime e per questo non negoziabili, che ognuno di noi custodisce e sviluppa durante la propria esistenza e da queste esercitarsi e riflettere, confrontandosi ogni giorno con tutte le esperienze che la vita offre a ciascuno di noi, che anche se possono essere le stesse per tutti, sono diverse e strettamente individuali poiché vissute ciascuna in modo strettamente legato alle proprie emozioni e sensibilità.
“I Farmaci dell’Anima” non vuole dare nessuna ricetta, nessuna indicazione, vuole soltanto offrire, un piccolo aiuto nella ricerca e predisposizione di semplici “strumenti di riflessione” che possano permettere ed aiutare, ognuno nella massima libertà, di preparasi in tempo utile ad affrontare con consapevolezza interiore anche fasi difficili e problematiche della propria esistenza.
Per questo si fa carico, di selezionare e porre all’attenzione di tutti: interventi, decisioni, documenti, pareri su questi temi, da parte di esponenti, del mondo medico-scientifico, del mondo politico, di quello religioso, dell’associazionismo e del volontariato, del mondo giuridico e del mondo giornalistico e dei mass media, cercando anche d’informare su come questi temi vengono sviluppati e quale sia il dibattito in corso, in altri paesi del mondo.
Anche queste sono le motivazioni che mi spingono a rivolgere un "accorato" di aderire al gruppo "Gli amici de "I Farmaci dell’Anima".
Ognuno è invitato a porre all’attenzione di tutti, la propria opinione, i propri suggerimenti e le proprie critiche; segnalare interventi, decisioni, documenti, pareri su questi temi,
A tutti, un grazie per l’attenzione ed un invito ad intervenire ed offrire il proprio contributo!



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