L’Insubria proclama 60 nuovi “dottori di ricerca”
La cerimonia si è svolta in sala Campiotti alla presenza del rettore Tagliabue e dall’ex dottorando Alex Mabou Tagne
Sessanta dottori di ricerca dell’Università dell’Insubria hanno ricevuto il diploma nel corso di una cerimonia pubblica ufficiale che si è svolta oggi, venerdì 24 maggio, a Varese alle 10 nella sala Campiotti della Camera di Commercio. A consegnare gli attestati sono il rettore Angelo Tagliabue, il direttore della Scuola di dottorato Daniela Negrini e i coordinatori dei corsi dell’ateneo.
Il dottorato di ricerca rappresenta il terzo ciclo della formazione superioree, al contempo, il primo stadio dell’attività di ricerca: il Ministero dell’Università e della ricerca (Miur) riconosce, infatti, al dottorato un ruolo strategico nell’alta formazione delle giovani generazione e nello sviluppo del Paese.
Un ciclo di dottorato dura in media 3 anni e il diploma viene consegnato dopo l’esame finale che consiste nella discussione della tesi. Quello che è terminato il 24 maggio è il XXXI ciclo ministeriale a partire dall’introduzione del dottorato nel sistema universitario italiano, avvenuta nel 1980. All’Insubria i dottorati toccano ambiti diversi, dalle scienze giuridiche a quelle ambientali, economiche, alla biomedicina, alle scienze fisiche, chimiche e matematiche.
Spiega Daniela Negrini: «L’Università dell’Insubria ha sempre ritenuto cruciale il sostegno al dottorato di ricerca, come dimostrato dall’elevato rapporto, tra i più alti a livello nazionale, tra numero di posti disponibili, in particolare con borse di studio, e dimensione del corpo docente. Infatti il dottorato si rivela fondamentale sia nel facilitare la formazione di figure professionali di alto livello, anche in ambito europeo, che nel sostenere le attività di ricerca che si svolgono nei dipartimenti».
Alla cerimonia intervengono l’ex dottorando Alex Mabou Tagne, che ha testimoniato l’attrattività dei programmi dottorali dell’ateneo e le opportunità che si possono creare, e il professor Mark Brewer della Business School dell’Università di Sheffild che parla di «Corporations and the protection of human rights».
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