A salvare quell’anziano c’ero anch’io, “soccorritore” senza se e senza ma
19 Gennaio 2011
Egregio direttore
Sono un soccorritore della Croce Rossa Italiana. Le scrivo questa lettera per raccontare a lei e ai suoi lettori la reale vicenda accaduta a Besozzo lunedì mattina. (Si è trattato di un uomo di 98 anni salvato dopo essersi sporto da un balcone ndr).
Vorrei esporre la mia versione dei fatti, diversa da quella raccontata da un quotidiano locale, visto che al soccorso ho partecipato in prima persona: anche io, assieme al militare che ha aiutato l’anziano, sono salito sulla balconata per dare una mano, e assieme abbiamo deciso di afferrare con forza il malcapitato e l’abbiamo posizionato all’interno della ringhiera in tutta sicurezza.
Ho voluto fare questa precisazione non tanto per passare per un eroe intrepido e senza paura (altrimenti avrei messo il mio nome e cognome) ma, viste le ultime vicende che riguardano l’associazione di cui faccio parte, vorrei far conoscere a lei e ai suoi lettori il nostro reale operato affinchè la prossima volta che qualcuno sentirà parlare dei soccorritori della Croce Rossa non pensi a dei dipendenti “pagati profumatamente a far nulla” o a volontari che non sapendo cosa fare nel loro tempo libero si improvvisano medici, ma piuttosto a persone comuni che si adoperano in ogni situazione a portare aiuto e conforto a chiunque ne abbiamo necessità.
La ringrazio cortesemente per lo spazio accordatomi sul suo giornale.
In fede



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