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Alla faccia… quando una divisa diviene maschera dell’arroganza

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11 Settembre 2005

Caro Marco

permettimi questa confidenza letteraria in quanto, se lo faccio in privato, penso-credo e spero di poterti date del tu in pubblico. Se così non è accetto di essere redarguito.

Oltre a parteciparti la mia (e non solo) insofferenza afferente ai continui interventi di alcuni pseudo-illuminati (studio la storia-scrivo la storia) che compaiono troppo assiduamente nella rubrica Lettere al Direttore, (sono sempre gli stessi – Basta) ti vorrei chiedere di pregare Claudio del Frate (di cui sono estimatore) di riportare nel Suo redazionale la sagacia dei primi tempi. Farsi assimilare non è da Lui e nemmeno da Noi.

Ora la cosa per cui Ti scrivo, e mi auguro non innesti polemiche, è la seguente: Ultimamente, durante alcune,molte,troppe?? manifestazioni, più o meno folcloristiche, tante Amministrazioni Comunali si avvalgono della collaborazione di Enti o volontari ,non di specificato ruolo o competenze, per disciplinare il traffico.
Nella giornata di sabato 10/9 ho assistito ad un episodio che se,secondo il mio modesto parere,si fosse verificato ad altre latitudini terrestri sarebbe sfociato in una rissa:

1°= Parte della Città delimitata e chiusa al traffico per una manifestazione ( di sicura notorietà ed interesse).

2°= Ore 17,00 Coppia in automobile che cerca di arrivare alla propria abitazione in zona non delimitata:” Per tutto il pomeriggio in quella strada centrale e punto nevralgico della cittadina il traffico a viggiato normalmenrte “. Ad una transenna volante appena posta ci sono due personaggi con la divisa.

3°= Il guidatore chiede di poter accedere alla sua abitazione distante pochi metri.

4°= Apriti cielo, viene,prima invitato a proseguire e poi , vedendo la indecisione, insultato pesantemente. A tutto ciò ,con molto garbo, il conducente dell’auto chiede di vedere uno scritto dell’Amministrazione Comunale che li autorizza a comportarsi in quella maniera.La risposta: NOI SIAMO ……………………………………. . Alla faccia .

Ora lungi da me qualsiasi polemica sull’egregio lavoro svolto da codesti Enti in tutti gli ambiti, ma, forse, bisogna dare a tutto la giusta misura. Posso capire, e non comprendere, che alcuni si esaltino con il fascino della divisa, pensando che a loro sia consesso di prevaricare le libertà individuali. Che magari sentendosi sottomessi nella vita quotidiana riversino arroganza là dove non devono. Quando si richiede l’assistenza di alcuni Enti per “Ordine Pubblico”, secondo il mio modesto parere, chi li impiega dovrebbe fare opera di inquadramento di ruoli e funzionie e sopratutto di limiti.

Rispettoso delle Legge Pubblica ritengo che siano ben identificate, e nel loro lavoro efficienti, le Forze dell’Ordine sancite dalla Costituzione Italiana.

Con affetto

Renato Scapolan

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