“Amatevi”: don Milani e il Vangelo di Giovanni
25 Giugno 2023
“Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati. Dal vostro amore riconosceranno che siete miei discepoli”.
Parto dal Vangelo di Giovanni per fare un commento sulla vita di don Lorenzo Milani, di cui ricorre quest’anno il centesimo anniversario della nascita, facendo una sorta di verifica dello stato di salute di questo comandamento: amatevi! Con una serie di domande.
È stato un atto d’amore nel 1954 da parte della Diocesi di Firenze chiudere l’esperienza della scuola popolare di don Milani a San Donato di Calenzano frequentata da centinaia di ragazzi?
È stato un atto d’amore privare il popolo di Calenzano di questo neofita pastore così tanto amato dal suo popolo?
È stato un atto d’amore aver esiliato don Milani a Barbiana in questa sperduta località di montagna, oppure è stato un atto di referente prostituzione da parte di una Chiesa che si è inchinata al potere della Confindustria locale contro un prete per non aver fatto una sufficiente propaganda politica a favore del padronato?
È stato un atto d’amore quello commesso da monsignor Florit quando era ancora solo primo collaboratore del suo vescovo Dell’Acqua per aver tramato a far ritirare il libro di don Milani “Esperienze pastorali”?
Sulle ingiustizie subite da Don Milani da parte della sua Chiesa si potrebbero scrivere libri e non basta averlo riabilitato dopo la sua morte.
Venendo alla crisi della Chiesa di oggi possiamo chiederci: è stato un atto d’amore aver escluso i divorziati e i risposati dalla comunione?
È stato un atto d’amore aver licenziato e cacciato dalla Chiesa centinaia e centinaia di preti solo perché si sono innamorati di una donna?
È stato un atto d’amore aver escluso le donne dal sacerdozio per privilegiare una casta sacerdotale sommersa dagli scandali sessuali?
La domanda finale è questa: ma preti, Vescovi e cardinali tra loro si amano o si odiano perché affascinati dalla carriera?
Certo, in tutte le messe si prega per il Papa, il nostro vescovo Mario, per tutto il clero! Fino a che punto sono preghiere sincere?
Questa non è una cosa formale, ma fondamentale. Se non si amano tra di loro ne va della credibilità. E aver poca credibilità fa della Chiesa un soggetto debole.
Carlo Maria Martini ha parlato di ritardi della Chiesa di 200 anni, padre Ezechiele Ramin di 80 anni e don Milani di 50 anni.
Certo che con tutti questi ritardi quel grido “Amatevi” impedisce il diffondersi del regno di Dio lasciando il mondo in balia dei signori della guerra e del peccato, questo nuovo vitello d’oro che sta rubando il futuro alle nuove generazioni.
Si vuole rinnovare la Chiesa? Si tolga il vincolo della ubbidienza dal proprio vescovo perché anche per i preti è arrivato il momento di affermare che “l’obbedienza non è più una virtù, ma è la più subdola delle tentazioni e non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio”.
Solo i discepoli amanti della verità e della libertà, schiavi della Parola di Dio e della propria coscienza, possono diventare testimoni di Dio e non semplici burocrati. In caso contrario tutte le parole ascoltate su Don Milani in questi giorni sanno di ipocrisia e condannano la Chiesa nella sua immobilità, assediata dal fantasma del suo essere diventata atea, solo per la difesa di una casta che giorno per giorno va perdendo la sua credibilità! Si impari da don Milani ad essere disubbidiente e al tempo stesso ubbidientissimo!
Emilio Vanoni – Induno Olona




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