Ancora furti in classe, perché la scuola non fa niente?
21 Aprile 2010
Egregio direttore,
Pensavamo di aver chiuso con le brutte notizie, ma così non è.
Forse ricorderete una notizia di qualche mese fa (ottobre) nella quale si denunciava una serie di furti con successivo arresto dei colpevoli, minorenni, avvenuti all’interno dei cancelli dell’Isis di Sesto Calende. Rabbrividimmo tutti al pensiero di questi ragazzi che, introdottisi nella scuola, hanno smontato pezzi delle moto per rivenderli. Quello di oggi è un viaggio. Un viaggio che possiamo solo ipotizzare, dai pochi elementi che abbiamo. Allacciate le cinture di sicurezza.
Ore 12.35: due classi, 4AL e una quinta ragioneria, scendono per fare educazione fisica. Sono sorvegliati, però, da due persone che li osservano con insistenza, mentre loro, ignari di tutto, vanno a cambiarsi negli spogliatoi.
Ore 12.50: due persone, semplici ragazzi, entrano nei cancelli della scuola, attraversano il parcheggio e si avvicinano alla palestra, mentre le due classi intanto sono uscite a fare lezione.
Ore 13.00: la persona adibita alla sorveglianza in palestra, sta controllando delle carte. Tutto è silenzioso. I nostri due "amici" aprono la porta della palestra. Vanno sicuri, sanno che nessuno la chiude a chiave mentre le classi fanno lezione. Entrano, di soppiatto. Nessuno. Entrano nello spogliatoio dei maschi. Nessuno. Di lì è un attimo: aprono le cartelle, i portafogli, prendono un palmare, tre cellulari, un iPod, un casco, che era lì appoggiato, qualche chiavetta USB a caso e i contanti. Sono soddisfatti: hanno abbastanza soldi per comprarsi le "dosi".
Ore 13.05: i due escono, non visti. Scappano, senza correre, tanto nessuno li fermerebbe mai. Sono contenti di aver fatto un lavoro pulito: non è stato necessario aggredire nessuno.
Ore 13.22: le classi rientrano. Cerniere aperte, tasche vuote. Sono stati derubati. Alcuni di loro non possono avvertire le famiglie della cosa. è già tardi.
Sarà andata così? Non lo sappiamo e non lo sapremo mai, ma certo è un’ ipotesi attendibile.
Tre cose colpiscono l’attenzione, in questa faccenda:
-primo: se mentre queste persone stavano facendo manbassa, un ragazzo fosse entrato, dopo aver chiesto di andare in bagno, cosa serebbe potuto succedere? Due (o più?) persone che rubano, si sarebbero fatte scrupoli ad aggredire il malcapitato di turno? A voi la risposta.
-secondo: la totale indifferenza della scuola. Gli insegnanti, il preside, tutti prendono atto. Ma nessuno fa nulla. Chi si occupa di sicurezza, al Carlo Alberto? Chi controlla chi esce, chi entra? Chi salvaguarda gli studenti? Queste sono sicuramente competenze a cui la scuola DEVE attendere.
-terzo: non è un episodio isoltato. Putroppo, oltre a quello già segnalato su questo giornale, di cui si è parlato, sono avvenuti altri tre episodi di furti alle moto e agli spogliatoi. La scuola si deve solo occupare dell’istruzione? L’educazione (e la correzione) non rientrano nelle competenze basilari degli insegnanti? La salvaguardia della sicurezza degli studenti non è una delle cose basilari che i genitori chiedono alla scuola? Sapere che il proprio figlio è al sicuro e lontano da compagnie sbagliate?
Tutte domande retoriche, direte voi lettori.
Magari è così, ma, inascoltati da tutti, noi studenti abbiamo perso fiducia nella scuola. Ma non smettiamo di credere, non vogliamo farlo.
——————————————————————————————————-
Maurizio Tallone, dirigente dell’Isis Dalla Chiesa, è a conoscenza dell’escalation di episodi e rinnova il suo appello ai ragazzi: «Non lasciate nell classi oggetti di valore o soldi incustoditi. Abbiamo fatto girare molte circolari in questo senso ma non possiamo fare molto altro». Il dirigente allarga le braccia e si affida al buon senso dei ragazzi anche stimolando la legalità attraverso incontri specifici con gli studenti: «Abbiamo organizzato una serie di incontro con i carabinieri per parlare di legalità – racconta – anche questo è stato fatto nella direzione di migliorare la situazione ma non possiamo arrivare al punto di metere le telecamere nelle classi o negli spogliatoi, che è anche vietato». Tallone si rende conto della situazione: «E’ una brutta storia, me ne rendo conto – conclude – se qualche studente è a conoscenza di qualche fatto specifico che possa aiutare a stanare, tra di loro, chi si rende responsabile di questi atti si faccia avanti».



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.