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Anpi ai civili? Si ma col certificato di “antifascista”

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15 Luglio 2005

Egregio direttore,
L’unico limite che vedo nell’arruolamento di civili da parte dell’ANPI è la richiesta dello status di antifascista. Io non lo sono perché i fascisti in Italia sono una sparuta minoranza e davvero non vedo per quale motivo si dovrebbe tenere in vita il loro orgoglio in contrapposizione al nostro, che pure dal fascismo siamo lontani.
Per il resto darei comunque la vita per il mio Paese.
Penso che l’ANPI potrebbe dare un grosso contributo all’Italia, ma deve mettere da parte l’ideologico orgoglio antifascista, per diventare una forza propulsiva e propositiva. L’Italia ha un gran bisogno di partigiani: ho ad esempio un ricordo vivo di Romilda Rossi, una persona gentilissima e di una disponibilità unica, della quale si stentava a credere, ancora negli anni Ottanta, che fosse stata partigiana ed iscritta al Partito Socialista clandestino. Gente d’altri tempi, che non conosceva la paura, eppure gente normalissima.
Con l’ideologia però non si va lontano: la libertà non è tanto da qualcosa, ma per qualcosa.
Più che contrastare qualche nostalgico, sarebbe opportuno pensare, proporre e realizzare di più.

Antonio di Biase

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