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Binelli dovrebbe sapere che il centrodestra ci ha lasciato solo macerie!

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9 Ottobre 2006

Egregio direttore,
la pretesa del Segretario della Lega nonché Assessore Binelli di giustificare la fuga dal Consiglio comunale di giovedì scorso della maggioranza di destra come un “atto di grande valore politico e simbolico”, dà la misura di come la nostra città, a livello politico – istituzionale, sia caduta in basso.

Intendiamoci: protestare contro la Finanziaria fa parte del copione che deve recitare ogni opposizione (di centro, di destra, di sinistra che sia). Quello che, però, in questo caso, è inaccettabile è fare propaganda a spese dei cittadini in una sede istituzionale che dovrebbe occuparsi non dei problemi nazionali ma di quelli di Varese.

Le argomentazioni di Binelli sono molto fragili.
Sarebbe facile, infatti, rispondere che FI, Lega, AN, UDC, grazie alle “geniali” trovate dell’ex ministro Tremonti, hanno lasciato al centrosinistra un Paese in macerie.
Tuttavia desidero rispondere nel merito.
La Finanziaria del governo Prodi, date le condizioni di partenza, è la più equilibrata ed efficace che si poteva fare, con alcuni difetti, che possono ancora essere corretti, ma con un saldo positivo rispetto agli obiettivi che erano stati sostenuti in campagna elettorale.
Altro che “scelte scriteriate”!

Non è vero, innanzi tutto, che la Finanziaria penalizzi il Nord.
In essa, infatti, c’è uno sforzo notevole per favorire lo sviluppo. In questa direzione vanno la riduzione di tre punti del costo del lavoro per le aziende; il credito d’imposta automatico – cioè un taglio immediato delle tasse – per le spese di ricerca fatte nei laboratori e nei centri di ricerca; la nuova politica industriale con fondi per progetti di innovazione tecnologica e industriale per spingere le imprese a mettersi al passo sulla logistica, la mobilità, le tecnologie; i fondi che garantiscono i finanziamenti alla piccola impresa; il pacchetto di incentivi energetici ed ecologici che vanno dalla rottamazione dei frigoriferi agli sconti per le auto ecologiche.

Non è neanche vero che la Finanziaria tartassi il ceto medio che è la spina dorsale del Nord.
Il ceto medio, infatti, come si sa, designa realtà diverse. Si va dalle fasce di reddito intorno ai 15.000 euro annui ai 60.000, cioè da 1200 euro netti mensili a 3500. Sessantamila è quattro volte superiore a quindicimila. L’operazione redistributiva del governo premia le fasce di reddito fino a 40.000 in modo abbastanza consistente. La spesa totale destinata al miglioramento di questi cittadini lavoratori e contribuenti, che sono l’80% del totale, è di 7,3 miliardi.
Dalle fasce superiori il fisco preleverà complessivamente 6,7 miliardi. La differenza di 600 milioni la metterà lo Stato. Ciò significa che i redditi dei ceti medi inferiori avranno benefici del 3% attraverso detrazioni e tagli alle imposte sul lavoro. I ceti medio – alti subiranno aggravi molto modesti fino a pagare circa 66 euro in più al mese.
Non crede Binelli che, alla luce di questi dati, sia quantomeno grottesco tirare in ballo Stalin e parlare di “macelleria sociale”, come ha fatto Berlusconi?

Le misure previste, anche quelle più impopolari, oltre a sostenere il reddito e, quindi, i consumi dei ceti più svantaggiati, servono a finanziare le opere pubbliche come la Pedemontana (promessa ripetutamente e altrettanto inutilmente dalla destra), la riduzione del cuneo fiscale, i crediti d’imposta, le politiche giovanili, gli incentivi all’occupazione.

Questa destra, irresponsabile e demagogica, che ha governato l’Italia negli ultimi cinque anni e il nostro territorio, a tutti i livelli, negli ultimi quindici, ancora una volta, in questi giorni, cerca, di spaventare l’opinione pubblica meno avvertita stimolando reazioni emotive e ribelliste senza peraltro uno straccio di vera proposta alternativa.

Reclama, a nome del Nord, che a pagare siano gli evasori e non i contribuenti che fanno il loro dovere omettendo, naturalmente, di precisare che, nella Finanziaria, ci sono 7 miliardi di entrate, su un’entrata tributaria stimata in tredici miliardi, provenienti proprio dal recupero dell’evasione.
Paventa, a nome di Regioni, Province, Comuni, chissà quali conseguenze nefaste per la stretta ai trasferimenti, ma, poi, non esita a sprecare 150.000 euro per un direttore generale il cui unico merito è quello di indossare la camicia verde.
A proposito di riforme e federalismo, Binelli non crede che spingere gli enti locali a reperire più risorse per investimenti e coinvolgerli nella lotta contro l’evasione vada nella direzione indicata dagli artt. 116 – 117 – 118 –119 della Costituzione vigente, così come modificati nel 2001 dall’Ulivo e mai applicati dalla destra?

Noi saremo anche “servi di Roma”, ma, come abbiamo già dimostrato in passato portando a Varese 2,5 miliardi di euro per le infrastrutture necessarie per lo sviluppo di Malpensa, 100 milioni di euro per il nuovo ospedale di Circolo, l’istituzione dell’Università dell’Insubria, abbiamo la schiena dritta e sappiamo conseguire risultati concreti per il nostro territorio e la nostra gente.
Non ci pare, in verità, che, tra il 2001 e il 2006, la destra, nonostante due ministri varesini e svariati presidenti di enti, abbia saputo fare altrettanto, se non promettere la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina!
Ecco perché scoprire che, oggi, come negli anni ’90, tocca ancora una volta a noi salvare questo Paese in declino non ci spaventa ma aumenta il nostro impegno e la nostra passione.

Varese, 9 ottobre 2006

Fabrizio Mirabelli
Segretario cittadino dei diesse

Fabrizio Mirabelli

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