» Invia una lettera

Calze e import/export

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

21 Febbraio 2012

Egregio direttore, che diverse aziende italiane vadano con armi e bagagli a produrre all’estero è risaputo, la cosa che mi disturba consiste nel fatto che poi vengano a vendere in Italia, magari registrando la s.p.a. in Irlanda dove vengono tassati infinitamente inferiormente.
Fa notizia per questo, la famosa fabbrica di calze made in italy Omsa, già preceduta da Fiat ecc….lo Stato serbo gratifica le aziende che intendono lavorare da loro con una cifra per ogni operaio assunto pari a circa TRE ANNI di mensilità, considerando che gli stipendi si aggirano attorno ad una media di 250 euro mensili, che a detta dello stipendiato servono a vivere per una settimana.
Risultato finale, come dicevamo, le calze e quant’altro prodotto di là, vengono vendute di qua, ovviamente allo stesso prezzo delle calze medesime quando erano made in Italy; queste sono le regole o le irregolarità del mercato del gran guadagno.
Non so perchè ma provo sincero disgusto verso questi connazionali, potremmo lanciare la moda degli scalzettati, facile da seguirsi nella stagione estiva, ma di questi tempi siberiani anche i frati le portano; in ogni caso tutti possediamo l’arma efficace di acquistare la calza che ti pare e piace.
G.P.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.