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Cari parlamentari, quanto siete ignoranti

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16 Novembre 2006

Egregio Direttore,
mi rivolgo a lei perché attraverso le pagine del suo quotidiano vorrei raggiungere il maggior numero di persone per sfogare tutta la mia rabbia di cittadina offesa dalla manifesta ignoranza della classe politica che ci rappresenta. Traggo spunto da alcune puntate della trasmissione “LE IENE” e cito tra le tante quella andata in onda martedì 14 novembre, dove è già da tempo denunciata la mancanza di cultura dei nostri parlamentari. Non c’è distinzione tra esponenti di destra, centro e sinistra, non c’è distinzione tra giovani e attempati e infine non c’è alcuna distinzione tra uomini e donne, ciò che emerge è che circa il 90% delle persone casualmente intervistate all’ingresso del parlamento non sanno rispondere a domande molto semplici di cultura generale e soprattutto di politica attuale. Io mi domando: ma se un parlamentare che non sa chi sia Olmert, e addirittura ipotizza che sia un politico portoghese, quando deve votare per l’intervento italiano in Medio-Oriente pensa che sia stia giocando a RISIKO o capisce che si tratta di azioni di politica internazionale che hanno come oggetto l’area più “pericolosa” del pianeta per le ripercussioni politiche, economiche, religiose e sociali che comporta? Oppure chi pensa che l’E.T.A sia il movimento separatista irlandese (a onor di cronaca in Irlanda opera l’I.R.A, l’E.T.A è il movimento separatista basco che agisce in Spagna), secondo lei e secondo i cittadini italiani, ha senso che occupi un posto in parlamento guadagnando migliaia di euro al mese, usufruendo di agevolazioni e facilitazioni di qualunque genere? Per non parlare del fatto che questo stesso, ed è la cosa peggiore, legifera, vota la fiducia, vota a favore o contro decisioni di sicurezza nazionale, valuta se è opportuno o meno dare sostegno a una politica governativa e soprattutto qualunque cosa faccia la compie solo ed esclusivamente perché una parte di italiani ha deciso che quella persona, ritenuta politicamente preparata, è in grado di rappresentare il popolo con serietà e impegno. Potrei andare oltre dicendo che è vergognoso che una esponente della sinistra italiana (e sarebbe stato uguale se fosse appartenuta a qualunque altro schieramento) non sappia che cosa fosse un Gulag (campo di “concentramento” sovietico) e, anzi, cerca anche di dare risposte da “politicante da strapazzo” per aggirare il discorso. Non dimentichiamo poi la grande delusione ricevuta da un giovane parlamentare e dicendo questo è come se ricevessi una pugnalata perché auspico da tempo che l’Italia abbia una classe politica più giovane, con idee nuove e socialmente meno legata ai vincoli tradizionali del passato. Ebbene è proprio un giovane “onorevole” che mi “tradisce” non sapendo quando è stata unificata l’Italia e non sapendo neppure la data di scoperta dell’America. Ora, se tralasciamo quest’ultima domanda alla quale potrebbe rispondere anche un ragazzino di 12 anni, per il resto rimango sconcertata e tremendamente arrabbiata che questa sia la realtà italiana. Io, e sono convinta che con me si trovi d’accordo gran parte della popolazione, non posso accettare che chi decida di far della politica il suo lavoro non sappia nemmeno le regole di base. E’ come se all’interno di un’azienda chi ricopre un incarico amministrativo non sappia cosa sia un bilancio o un venditore non sappia i prezzi di ciò che vende. Il paragone è lo stesso e soprattutto la conclusione è la stessa: si tratta di persone incapaci e inadatte al compito affidatogli e normalmente nelle aziende queste persone vengono licenziate o non superano nemmeno il periodo di prova.
Giunti a questo punto la mia rabbia si dirige soprattutto verso le segreterie dei partiti che si permettono di annoverare tra le loro liste persone che dimostrano ignoranza e incapacità colossali e a queste stesse permettono di occupare posizioni di prestigio nel nostro Paese. Che vergogna cari signori Berlusconi, Fassino, Fini, Casini, Mastella e ,chi ne ha più ne metta, senza dimenticare il nostro premier Prodi che sarà ben felice di governare l’Italia grazie al voto di una risicatissima maggioranza che quando vota per la missione in Libano forse pensa di attraversare lo stretto di Gilbilterra o, considerata l’età dei nostri “geni”, di attraversare le colonne d’Ercole. Forse è proprio questo che vogliono i nostri partiti: dei burattini senza cultura e senza personalità, intrappolati nei personali conflitti di interessi, che seguono pedissequamente le linee di partito senza porsi mai domande perché non saprebbero neppure formularle, figuriamoci rispondere. Questa è forse la verità più amara!!!!
A questo punto, cari italiani, non lamentiamoci che abbiamo il Paese invaso dagli extra-comunitari, che la nostra economia tessile è ormai morta a favore dell’import-export con l’estremo oriente, che siamo il Paese socialmente meno avanzato d’Europa perché, tra le tante cose, pensiamo ancora che i Pacs siano una forma di peccato divino e che la fecondazione assistita sia un insulto alla natura. Smettiamola di lamentarci, guardiamo in faccia alla realtà e guardiamo Paesi come la Spagna che ci stanno dando una lezione non solo di politica ma di vita e rendiamoci conto che l’Italia, a destra o a sinistra che sia, rimarrà sempre chiusa nella sua povera e squallida mentalità intrisa di falso bigottismo e provincialismo da quattro soldi. Solo una cosa abbiamo di europeo: l’ Euro ed è un’altra cosa che abbiamo gestito tanto male da distruggere quel poco potere d’acquisto che ancora ci dava la povera vecchia lira……CHE VERGOGNA!!!!!!!!!

Paola Coltri

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