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Ci vuole più equilibrio fra i diversi ceti sociali

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4 Luglio 2005

Caro direttore,

Penso, che la vita sia un cammino di speranza e di giustizia. Oggi non è così per tutti: la gente è molto materialista e poco sincera. Se pensiamo che la società si evolve, cambiano usi e costumi che influenzando il modo di vivere.
Si corre sempre per avere di più: soldi, posizione sociale, potere…
Ci vuole più equilibrio fra i diversi ceti sociali.
Il lavoro aiuta ed insegna che quando ti assumi delle responsabilità è un aiuto alla propria persona, trovando fiducia in se stessi e avendo così possibilità di essere utili al prossimo.
Concludo dicendo che bisogna capire qual è il proprio posto nella cosiddetta “vie du monde”; con questo non vuol dire che ai più bisognosi di vivere si tiri indietro una mano d’aiuto.

Durante l’esistenza l’essere umano trova difficoltà a capire il vero senso della libertà offuscata da mille problemi di ogni tipo. Anche nel quotidiano ci si ritrova a confrontarsi con azioni automatiche, magari senza un filo logico, che possono essere destinate a cadere nel ridicolo. Nel vivere c’è una costante molto importante, la quale è basilare per affrontare una normale giornata comune: la salute fisica e mentale. E’ importante ma non tutti ne tengono conto.
Pensare ai soldi è una costante come se ormai contasse avere potere od altro.

Può essere un luogo comune il ritrovarsi con amici per passare una serata divertente. Ma quanto? La società offre divertimenti di ogni genere. Per esempio la discoteca: si balla. Il bar: argomenti di bassa qualità. Per trovare gusto in attimi di piacere si sceglie di solito una meta dove l’ambiente è in sintonia con la serata giusta.
Passare ore piccole può essere bello, ma trovare la compagnia giusta non è facile. Esistono durante la vita notturna peccati di ogni tipo che influiscono in modo negativo sulla persona, ma la scelta è soggettiva finchè non ci si rende conto che la bella serata porta piacere momentaneo se passata male, altrimenti “la febbre del sabato sera” diventa divertente se misurata e non deleteria.

Giulio Paletta

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