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Controcorrente sulla Martica

La cavalleria dal cielo
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7 gennaio 2019

Gentilissimo Direttore,
so fin da ora che calamiterò una montagna di polemiche facendo queste considerazioni, ma pur essendone conscio, sono anche consapevole di portare un pensiero comune a molte persone con cui mi è successo di discuterne in questi giorni.
Ieri sera passando per la Valganna mi accorgo che l’incendio si è riacceso, come ben tutti oggi avranno modo di appurare,mi fermo un attimo nella piazzola per osservarlo e vengo avvicinato da un volontario della protezione civile che mi caccia in un modo neppure molto educato. A parte questo insignificante episodio, mi sono posto subito una ovvia domanda: ma che ci stanno a fare in Valganna da giorni? Da giovedì scorso vedo decine di mezzi che continuano a muoversi avanti ed indietro per la Valganna, campi base, decine di volontari che osservano da sotto l’incendio ed interventi di grandi autorità,droni e alta tecnologia, il risultato però lo abbiamo visto ieri sera. La mia non è una polemica lo ribadisco, è solo un modo per tentare di chiarire il motivo per cui dopo un tale dispiegamento di forse, sia umane che tecnologiche, la Valganna sta praticamente bruciando e gli unici interventi visivi che si possono constatare sono i mezzi volanti che purtroppo possono operare solo con la luce diurna. La mia infanzia l’ho passata tra le montagne del Piemonte, nella zona dell’ossolano, ho 55 anni e ricordo che da piccolo ogni volta che si poteva osservare un incendio,i miei nonni mi raccontavano di come si muovevano loro ad inizio secolo,nei paesi suonavano le campane,centinaia di uomini si incamminavano sui versanti muniti di pale e rastrelli per domare le fiamme. Oltre all’intervento vero e proprio, che consisteva nel battere le fiamme e fare una cintura esterna scavando e pulendo il terreno onde evitare il propagarsi delle stesse,poi una volta domato l’incendio,si accampavano sui versanti in attesa dei viveri che venivano portati dalle donne e dai bambini,dove restavano per almeno 24 ore controllando che ogni piccolo focolaio non potesse riprendere vita. Forse è proprio questo che oggi manca,lo spirito e la forza di chi vedeva i nostri boschi come una risorsa vitale per la sopravvivenza. Un saluto affettuoso alla nostra Protezione Civile ed a tutti quelli che si stanno prodigando per la Valganna.

Commenti

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  1. Scritto da emilio_denunzio

    Effettivamente l’impressione che danno è che continuino a girare a vuoto ed osservino le fiamme da lontano,stamane mi sono fermato a fare delle foto e salendo per la strada dell’alpe tedesco c’erano numerosi mezzi della P.c. con addetti che osservavano dal versante opposto della montagna dove divampava l’incendio,ma credo che per giudicare si dovrebbe essere presenti e penso che diano sempre un gran bell’aiuto alla comunità.Poi quando operano i canadair sarebbe meglio non trovarsi sotto…

  2. Scritto da Felice

    No, non è controcorrente. Ho pensato anch’io la stessa cosa. Mi sono chiesto perché non interviene anche l’esercito. Mi sono chiesto come possano 5 persone presidiare di notte un territorio appena bruciato con alta probabilità che l’incendio si propaghi nuovamente alimentato dal forte vento.

    Poi ovviamente mi sono trovato le risposte da solo e le ho trovate nel mio piccolo. Se non fosse per il sottoscritto che cambia le lampadine e pulisce le parti comuni allora a quest’ora sarei al buio ed invaso dalle foglie.
    Oggi la gente parla, propone, discute ma poi ti riduci a chiamare l’eletticista. Fare andare le manine è diventata roba da poveracci, da straccioni. Siamo invasi da signori con 800 € di smartphone che non guardano un metro fuori dalla loro casa.

    E poi ci stupiamo che intere montagne bruciano. Povera Italia.
    Ringrazio i VVF ed i volontari. Eroi lasciati sempre più soli.

  3. Scritto da cr2000c

    Parole sante! Condivido ogni singola parola.
    I nostri “vecchi” forse erano un po’ più furbi ed intelligenti e anche senza le tecnologie moderne, DOS, TAS, aerei e protezione civile, lavorando subito sul posto con un badile e un po’ di acume riuscivano a circoscrivere e fermare gli incendi boschivi. Adesso nonostante il grande lavoro encomiabile dei volontari, il sistema si è rivelato farraginoso ed inefficiente, l’incendio della Martica e quello al Campo dei Fiori lo scorso anno sono la prova