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Croce Rossa, alcune precisazioni

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9 Luglio 2007

Salve.
Da chi per anni(otto)ha svolto il lavoro di dipendente CRI in quel di Varese,vorrei fare alcune precisazioni alla lettera della Signorina Sara che evidentemente da poco conosce l’ambiente della Croce Rossa.
1)il livello di professionalita’ di volontari e dipendenti e’ lo stesso,mi e’ capitato di intervenire con volontari preparati e con alcuni meno,con colleghi dipendenti preparati ed altri meno…basta pensare che per fare il dipendente in CRI non sono richiesti corsi particolari se non quello da volontario e la certificazione Regione Lombardia rilasciata dalla CO118 che e’ la stessa per volontari e dipendenti…unica differenza tra i due..i primi lo fanno gratis i secondi no.
2)La CRI(leggendo bene lo statuto)ha uno status che altri si sognano,compresi lauti aiuti statali(pensiamo al buco di bilancio coperto in passato) che le ANPAS,le Misericordie e le croci non allineate(Milano ne e’ piena)non possono avere.
3)per quanto sia con i ragazzi della CRI mi viene pero’ da precisare che parliamo di un precaraito particolare,in 15 anni non ho mai visto nessuno lasciato a casa,anzi,di assunzioni ce ne sono state negli anni e gli stipendi non sono proprio da fame(1200 euro al mese per 36 ore di lavoro a settimana,magari in postazioni dove fai un intervento al giorno,non mi sembrano proprio dei soldi da buttare via,il tutto senza corsi di aggiornamento o altro..per poco di piu’ un infermiere fa 3 anni di universita’ che costa circa 1000 euro all’anno)
4)I precari della provincia di Varese forse dovrebbero rivolgersi ai loro direttivi che hannosperperato allegramente denaro pubblico e hanno poco investito nelle risorse umane,mi risulta una sede grandiosa a Tradate in vista del posizioamento del Comitato Provinciale che poi e’ stato dirottato in sontuosi locali in quel del centro di Varese in via Piave..locali gratis?affitti stratosferici?ma sorpattuto..le motivazioni di questa scelta?…

In defenitiva,auguro col cuore a tutti i dipendenti CRI una stabilizzazione per poter dormire sonno tranquilli e poter vivere una vita serena,non dimenticando pero’ che altre categorie vivono situazioni ben peggiori,come i medici specializzandi che per 800 euro al mese e almeno 50 ore di lavoro la settimana vivono in un limbo dal quale non se ne esce da 20 anni…

e magari auguro ai ragazzi della CRI una assunzione diretta al 118 che sicuramente gioverebbe alla loro situazione.

Saluti

Daniele Cereda

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