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Disoccupati dopo i 50 anni? Cadaveri

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2 Aprile 2014

 Egregio direttore,

desidero scrivere questa lettera poiche’ ritengo che in Italia esiste una nuova categoria di esseri umani che io ( e non solo ) abbiamo battezzato come cadaveri, trattasi di italiani 50enni che per loro sfortuna hanno perso il lavoro e si sa, a questa età , crisi o non crisi si è vecchi per le aziende e giovani per l’Inps. Allora inizia una lunga odissea che attraversa il comune di residenza dove ti rechi per chiedere un aiuto, il sindaco con un’espressione che trapela comprensione e con una faccia di circostanza ti consiglia di parlarne con l’assistente sociale, ti rechi dall’assistente sociale, ascolta la tua situazione e con una faccia amareggiata risponde che il comune non dispone di denaro (mentre tu gli hai chiesto non denaro ma almeno una soluzione lavorativa) quindi ti indirizza verso un altro ufficio, il centro del NON impiego dove 3-4 impiegate stanno lì a non trovare lavoro a nessuno, però sono specializzati nel rilasciarti un certificato che certifica appunto che sei un disoccupato, lavoro lungo e difficile tra un caffè e l’altro, torni ai servizi sociali che a sua volta ti indica un altro uffico il Nucleo inserimento lavorativo dove anche lì ,impiegate ed impiegati sono addetti a cercarti un non lavoro, intanto ti spediscono presso un patronato per farti fare l’ISEE, per poi tornare al NIL che ti promette (dopo 3 anni di via vai tra Nil, Centro per l’impiego, servizi sociali, patronati) una borsa lavoro che prevede lavori socialmente utili, 20 ore settimanali a 300 euro al mese per una durata di 3 mesi. Intanto il presidente dell’azienda dove hai lavorato per ben 16 anni ti promette ormai da 3 anni che quest’anno è la volta buona e che rientri al lavoro, ma come tutti gli anni non se ne fa nulla, lavorano i soliti (essendo un lavoro stagionale) intanto ti prodighi a fare il volontario per il comune dove questo presidente è anche sindaco.

Le promesse sono sempre le stesse, ma non mantenute, per rientrare in un’azienda che ha, secondo me, 4 impiegati per ogni operaio. Sono sfiduciato perchè anche per il sindacato sono un cadavere, visto che non lavorando non pago la quota e quindi hai nessun margine di tutela. Sono sfiduciato, visto che tutelano con le unghie e con i denti chi il lavoro ce l’ha o se l’ha perso ed è in mobilità, cassa integrazione o prepensionamento. Ai cadaveri chi ci pensa? Che non percepiamo neanche un euro, chi ci tutela? Siamo inesistenti, non mangiamo, non paghiamo bollette , perdendo la dignità chiedendo aiuto ai nostri figli ? Siamo noi i cadaveri e francamente (non dovrei dirlo) non mi meraviglio più se un disoccupato  della mia età pensa al suicidio, un gesto estremo ma che almeno mette fine alla vergogna di aver perso la propria dignità. Chissà se in questa società le istituzioni sanno che esistono anche i cadaveri. Gentile direttore non posso fare altro che ringraziarla per avermi dato questo spazio e torno alla mia inutile ricerca di una qualsiasi occupazione presentandomi senza raccomandazioni ma a testa comunque alta per non aver mai fatto uso di questi strumenti per lavorare (forse ho sbagliato tutto nella vita).   La saluto con stima e mi complimento con lei per il suo giornale 

Un cadavere

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