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Una forte, traumatizzante e deleteria esperienza al pronto soccorso di Varese

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24 Novembre 2021

buongiorno,

la presente per descrivere una terribile esperienza verificatasi presso il pronto soccorso del Circolo di Varese tra venerdi 19 novembre e sabato 20 novembre 2021.

scrivo in nome di mia mamma, che si è recata al PS a seguito di una caduta sul lavoro, intorno alle ore 14.00. dopo l’attesa in triage di circa un paio d’ore, è stata visitata dal medico referente, che ha richiesto una lastra per accertamenti. dopo aver svolto questo esame, il medico conferma (intorno alle ore 17.30) la necessità di altri accertamenti che si sarebbero svolti nel giro di una mezz’ora. nel frattempo sarebbe dovuta restare sdraiata su una barella per presunta frattura di una vertebra. alle 19 chiede informazioni, e il medico risponde di aspettare. le ore passano, senza poter mangiare.

durante la notte luci accese accecanti, via vai di pazienti, un paziente che doveva essere contenuto alla vista di tutti i presenti, decine e decine di barelle in corridoio, molte delle quali occupate da persone anziane alle quali non viene garantito il minimo rispetto per la propria persona (cambio pannolino effettuato sul posto, nessun altro tipo di igiene per loro).

arriva mattino e ancora nessuna notizia della TAC da svolgere. alle 8.30, dopo finalmente aver avuto la possibilità di mangiare qualcosa, viene portata a fare l’esame.

molte volte chiede al personale l’esito della TAC, il quale riferisce che il sistema informatico è andato in tilt, quindi non è possibile consultare i referti. a quel punto a lei si spegne il telefono, e non puo’ piu’ dare sue notizie a noi, che eravamo molto preoccupati. non so quante volte ho chiamato il numero fisso dell’ospedale, senza mai avere risposta. potete immaginare noi ‘fuori’ che ore di ansia e preoccupazione abbiamo passato.

l’esito della TAC arriva alle 16!!!!!! fortunatamente per lei, la vertebra non era rotta, e, dopo quasi 27 ore in ospedale, alle 16.30 viene dimessa. in queste 27 ore non le è mai stata cambiata la mascherina.

la cosa che piu’ mi ha sconvolto è stata, al racconto di questa esperienza a familiari e conoscenti, la loro reazione: ‘si si, è normale li’, ‘si lo so’, ‘bisogna sperare di non avere bisogno’. ma siamo davvero arrivati a questo punto? in Italia nel 2021? perchè nessuno dice niente? perchè nessuno cerca di risolvere questo disastro?

questa lettera è scritta nella speranza che piu’ nessuno possa vivere una esperienza del genere, forte, traumatizzante, deleteria.

grazie per la vostra attenzione

Francesca per Anna

Commenti

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  1. carlo_colombo
    Scritto da carlo_colombo

    Onestamente non riesco a capire questo peggioramento del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo rispetto a quanto succededeva almeno fino agli anni ’90 quando nel reparto prestavano la loro opera il compianto dott. Montoli ed i vari medici collaboratori, a memoria: Dott. Luschi, Dott. Mariani, Dott. Corbetta, Dott. Morresi, Dott. Assisi ecc.
    Allora quando arrivava un paziente, non esistevano “triage”, veniva subito visitato e, se del caso, inviato direttamente nei vari reparti direttamente dagli infermieri del Pronto Soccorso visto che non esistevano ancora, mi pare si chiamino, gli “arancioni” o roba del genere.
    Questo per dire che anziché migliorare siano peggiorati.

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