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“Se fossi ancora in Italia voterei Galimberti”

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12 Ottobre 2021

Carissimi,​
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Dal 2016 al 2019 ho avuto l’onore di sedere in Consiglio Comunale come capogruppo della lista civica di Davide​ Galimberti; a fine 2018 mi è stata fatta una proposta di lavoro all’estero e così insieme alla mia famiglia, abbiamo lasciato Varese e ci siamo trasferiti a Stoccolma. Per noi è stata una scelta di vita, abbiamo lasciato amici e parenti per diventare cittadini d’Europa.​ ​

Quando sedevo in Consiglio Comunale ho avuto modo di osservare da vicino l’operato del Sindaco e poi più tardi, negli ultimi tre anni ho osservato da lontano la nostra amata Varese vivendola solo nei periodi di vacanza. Con i piedi a Stoccolma ma il cuore a Varese oggi sento il desiderio di dirvi il mio pensiero sul futuro della nostra città.​
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Quando penso a Davide​ Galimberti, penso ad un lavoratore professionista che non ha orari. Inizia a lavorare prima delle sette del mattino e spesso finisce a tarda notte. Ho visto in lui una dedizione al lavoro quasi “religiosa” ed una forza, straordinaria nel raggiungere gli obiettivi.​
Non si tratta di destra o sinistra. Si tratta di competenza, impegno e capacità manageriali. E Davide ne ha da vendere.​
L’ho visto da vicino migliorare la macchina amministrativa del Comune e in un tempo relativamente breve ottenere fondi di dimensioni mai visti a Varese e iniziare opere importanti in tempi brevi: la scuola Pellico, il nuovo Palaghiaccio, il recupero di Villa Mylius, l’uscita autostradale, la riqualificazione della zona stazioni, piazza Repubblica, il nuovo parcheggio presso l’ospedale del Ponte, il recupero di aree che erano dismesse da decenni e tanto altro ancora… forse troppo!​
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Abbiamo la fortuna di vivere a Stoccolma e il paragone con Varese e con l’Italia per noi è qualcosa di quotidiano, di naturale…​
Si, è vero, ci manca la varietà del cibo italiano, ci manca il sole d’inverno e il caldo d’estate, ci mancano gli incontri casuali con gli amici sotto i portici, ma l’efficienza e la qualità dei servizi ripagano ampiamente le sofferenze.​ ​
In questi tre anni “svedesi” ho gradualmente realizzato che la trasformazione di Varese stesse andando -con le dovute proporzioni- verso una realtà da “Paese del Nord”: penso all’allargamento della zona pedonale del centro storico, alle nuove piste ciclabili, all’ammodernamento degli impianti sportivi di Calcinate. Ma penso anche al famoso e contestato piano sosta: non è nulla di diverso di quanto accade in tutte le città del nord Europa dove si disincentiva l’uso e la sosta di auto nel centro cittadino per favorire una mobilità alternativa ed ecologica. La direzione impostata da Davide Galimberti è esattamente in linea con quello che già accade oggi a Stoccolma, Copenaghen, Oslo. Provare per credere!​
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In questi ultimi cinque anni a Varese è stato fatto tutto perfettamente? No, di sicuro!​
Tantissime cose sono ancora migliorabili e aspettano soluzioni urgenti! Ad esempio è necessario asfaltare alcune strade e i marciapiedi, e investire più soldi nella pulizia ordinaria del verde pubblico.​
Spesso, come talvolta succede anche nelle nostre famiglie, è mancato il tempo e ancor di più sono mancate le risorse all’amministrazione per sistemare tante piccole cose che ognuno di noi è in grado di valutare, e criticare, e che magari avremmo fatto diversamente.​

Ma governare significa scegliere, e Davide ha scelto di puntare alla luna, e non fermarsi a guardare il dito. Opere durature e non semplicemente il miglioramento della gestione ordinaria della città.​
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Sono convinto che i cantieri avviati, le molte attività realizzate vadano nella direzione giusta, una direzione “nordica” e moderna che porterà la Varese di domani ad essere sicuramente più vivibile, più attrattiva per tutti voi, e anche per me e per i miei bambini quando un giorno torneremo a Varese.​
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Se domenica 17 potessi votare a Varese non avrei alcun dubbio. Rinnoverei la fiducia a Davide​ Galimberti​ affinché​ si proceda con quanto di buono è stato iniziato.​

Io non potrò votarlo, fatelo voi per me.​


Da Stoccolma
Tommaso Piatti ​
Varesino all’estero ed ex consigliere comunale ​

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