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I cattolici fra media e scuola

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16 Aprile 2005

Egregio Direttore,
ho letto due lettere sostanzialmente vertenti sulle manifestazioni per la morte del Santo Padre, di cui una molto raffinata ed intelligente – come non poteva non essere visto l’autore, Angelo Protasoni – che se anche non condivido integralmente, merita una certa attenzione da parte di chi come me si professa (indegnamente) Cattolico.
Premesso che la copertura mediatica per come è stata fatta ha avuto un principale difetto, cioè di una invadenza ai limiti della blasfemìa nel dolore non di milioni di fedeli, ma della Chiesa – concetto che non pretendo che chi non ritiene appartenervi possa capire appieno – un pò mi stupisce che un osservatore così notoriamente attento e sagace si accorga che la televisione oggi abbia un solo obiettivo, l’audience (con il corollario di spazi pubblicitari e di fama dei conduttori) solo in occasione delle manifestazioni per il Santo Padre. Cosa vuole sottintendere Protasoni, che la RAI (e le tv private) siano assogettate ai Cattolici, veri o presunti? Dato che senz’altro ne ha le capacità di onestà intellettuale provi guardando il palinsesto da un qualsiasi giornale di programmazione cercando di esaminare cosa può guardare nella serata normale una famiglia che desideri guardare insieme la televisione senza dovere – soprattutto chi ha una certa età – sentirsi a disagio tra doppi sensi sessuali – anche spesso nella pubblicità – tra immagini e situazioni indubbiamente offensive per i Cattolici coerenti, che mi spiace dirlo, sono ormai notoriamente la più consistente minoranza degli italiani. Quindi spiace anche a me la modalità con la quale la “televisione deficiente” ha trasformato quello che è stato un evento reale (non cioè solo mediatico) di portata globale per gli effetti morali e fortunatamente anche politici che il Pontificato appena conclusosi ha avuto in una sorta di grande “Grande Fratello” (senza pagare nemmeno royalties) ma da qui ripeto a sottintendere che il servizio pubblico televisivo sia schiavo di quelli che altri chiama “clericofascisti” ne passa. Onestà storica vuole che si dica che la valanga che ha trascinato il servizio pubblico italiano – obbligato a rincorrere prima nel fango, poi in altra peggiore situazione la tv commerciale di proprietà di una persona che magari qualcuno, da fuori, bolla da Cattolico – si è consolidata con il rilevante contributo di un ministro sicuramente vicino (almeno a parole) agli ideali laici e mi si permetta addirittura Mazziniani, di cui la legge porta ancora il nome. Mi si permetta anche di dire che in tale occasione, caso più unico che raro nella storia della Repubblica, (di cui pochi ricordano i nomi che io invece voglio ricordare:Fracanzani, Misasi, Mannino, Martinazzoli e Mattarella) cinque ministri sicuramente Cattolici lasciarono le loro poltrone per protesta.
Dato che ripeto, riconosco ad Angelo Protasoni l’onestà intellettuale, mi aspetto che, quanto ai mass-media, si batta non solo per i diritti dei laici ed anche degli atei che lui crede minoranza e che invece sono di larga maggioranza, ma anche di chi dal servizio pubblico vorrebbe anche trasmissioni non offensive per le proprie credenze religiose. In questo senso, credo che sia i nostri fratelli maggiori di fede Ebraica, ma soprattutto i nostri fratelli minori (di “anzianità”) di fede Islamica credo si trovino sul medesimo lato dei Cattolici.
Diverso discorso è quello della Scuola. Anche qui solo ipotizzare una “dominazione” Cattolica mi fa sorridere. Ho provato sulla mia pelle la discriminazione da parte di professori di estrema sinistra, ma questa è un’altra storia. Sono perfettamente d’accordo che in linea di principio a nessuno dovrebbe essere imposta una ammirazione per una persona, ma la cosa rischia di diventare grottesca.
Agli studenti meridionali anche solo di origine dovrebbe essere risparmiata la storia dei Celti, di Alberto da Giussano e della Lega Lombarda ormai usurpata ad uso e consumo di una parte; per i nostalgici monarchici il professore dovrebbe dire che alcuni considerano Mazzini una sorta di fomentatore di disordini ed al limite, l’ispiratore di una serie di atti terroristici; e così via. Inserire la “par condicio” nella Storia (di cui fa senz’altro parte questo Papa) è ridicolo.
Anche da questo punto di vista mi sembra che – se si bilancia onestamente tra torti e ragioni – i Cattolici hanno poco da rimproverarsi.
Ciò che però non posso condividere assolutamente è il messaggio subliminale collegato alla locuzione “che verrà sicuramente ripreso in una prossima campagna referendaria che già si preannuncia lontana da qualsiasi possibilità di dialogo razionale”; il messaggio subliminale è certamente: “in caso di dialogo razionale le nostre posizioni sarebbero sicuramente vincenti e perciò i Cattolici lo eviteranno con iniziative strumentali”. E’ chiaro che se questo è il giudizio o (absit iniuria verbis) il pregiudizio, il dialogo sia razionale che no sarà difficile.
Ho letto anche l’altra lettera, nella quale l’autore dice di associarsi a Protasoni, e mi piacerebbe proprio sapere se la cosa è reciproca.
Ne ho tratto l’impressione, spero errata, del più assoluto disprezzo di tutti coloro che non la pensano come l’autore (esclusa quindi la figlia concorde) in termini tra l’altro consoni a chi definisce i propri colleghi mandriani.
Sul resto non mi soffermo, non credendo che serva; credo che i pochi studenti che abbiano considerato vacuo, coatto e degradante dare l’addio al Santo Padre abbiano avuto tutti gli strumenti che esistono da secoli per sottrarsi agli obblighi non desiderati. Farà forse dispiacere all’autore sapere invece che la stragrande maggioranza di tale bestiame scolastico pur non essendo nè invasato nè in molti casi nemmeno praticante o addirittura credente ha ritenuto dedicare parte del proprio tempo a testimoniare il proprio ringraziamento ad un Uomo del quale non seguiranno poi i singoli insegnamenti, ma che ha insegnato loro con il comportamento con l’esempio prima che con la parola, ed il cui principale insegnamento è di non essere bestiame, come li voleva e forse in alcuni casi tuttora li vuole taluno che fa riferimento proprio a ideologie fortunatamente espiantate da questo Papa – a costo del proprio Sangue – da gran parte dell’Europa.
Forse è questa la cosa che non va giù a taluno.

Massimo Galli

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