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Remigrazione, proposta desolante

mario giordano isabella tovaglieri busto | foto isabella tovaglieri
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14 Luglio 2026

Cara redazione,

incuriosito dall’entusiasmo con cui il giornalista Mario Giordano tempo fa da un palco per un evento della destra ripeteva “emigrazione emigrazione”, ieri mi sono recato in quel di Busto Arsizio, dove era in programma l’incontro pubblico sulla remigrazione con Isabella Tovaglieri eurodeputata della Lega (foto: da FB Isabella Tovaglieri).

Vi è stata una gran bella partecipazione di persone, tra le quali molte donne e ragazze. Mi sono avvicinato con l’intento di capirne di più, ed in effetti mi sono fatto un’idea precisa. Intanto, dare le colpe agli immigrati come ha fatto il giornalista, sulla situazione dei bassi salari mi pare una pretesa strampalata, subito mi è venuto un sospetto: “Vuoi vedere che questi imprenditori non sono così tanto patrioti se preferiscono per scelta non dare da lavorare agli italiani, ma per opportunità di guadagno vedono nell’immigrato una bella situazione da sfruttare?”

Un altro passaggio che mi ha lasciato perplesso è quando Mario Giordano ha raccontato dei suoi tre nipotini e la preoccupazione che l’invasione islamica ne turbasse e condizionasse la loro crescita, suggerirei al giornalista visto la presenza dell’eurodeputata Tovaglieri, di prestare molta ma molta attenzione, al fatto che in Europa stanno facendo di tutto per portarci al disastro militare contro la Russia, e il problema emergenziale della remigrazione scomparirà definitivamente.

La proposta di legge, ritengo sia profondamente una scelta per nulla ragionata, ma l’ennesima legge fatta con la pancia e non con la testa per affrontare un problema che a slogan come il blocco navale non porta a nulla. La proposta di legge lascia secondo me, un grande vuoto, infatti si vuole rimpatriare coloro che commettono gravi reati come per esempio la violenza sessuale sulle donne, nel loro paese d’origine. Ci saranno evidentemente degli accordi con quei paesi (sono fiducioso), ma mina un presupposto essenziale che è quello della certezza della pena, chi ci garantisce che il criminale potrà scontare totalmente la pena definitiva inflitta dalla nostra giustizia?

Poi, vi è un’altra questione fondamentale che non si tiene per nulla in considerazione, ed è quella della condizione della vittima: una donna a cui è stata fatta violenza preferirebbe che il criminale scontasse la pena nelle patrie galere fino all’ultimo istante o si sentirebbe appagata da una giustizia che riporta nel proprio paese l’aggressore? Io penso, che chi subisce violenza pretenda giustamente che il colpevole sconti fino all’ultimo istante nelle nostre galere la pena, e che non la si lasci con quella sensazione di dubbio tremendo che questa proposta di legge porta negativamente nella sua formulazione.

Avrei fatto queste osservazioni al giornalista Mario Giordano, ma quando ho chiesto agli organizzatori, se vi era la possibilità di intervenire mi è stato risposto di no. Allora, sono andato al termine dell’incontro pubblico dal giornalista, e salutandolo gli ho detto che sarei stata una voce fuori dal coro, perché volevo esprimere il mio dissenso, ma non mi è stata data la possibilità, lui mi ha risposto che c’è ne sono tanti che sono contro la remigrazione, al che gli ho detto che non è per una questione politica delle due parti destra contro sinistra, ma proprio perché ritengo che la proposta di legge non fa giustizia e non risolve il problema, anzi ne mortifica l’aspetto di chi quella violenza la subisce.

P.S non capisco cosa il popolo palestinese abbia mai fatto alla Lega, visto che anche ieri Isabella Tovaglieri ha fatto un passaggio al limite dell’intelligenza umana, eppure una volta erano quelli che dicevano “padroni a casa nostra”, dev’essere la conseguenza dell’emergenza climatica che lascia il segno.

Cordiali saluti

Massimo Cattin

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