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Il mio maestro? Latino a 8 anni e caramelle in premio

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8 Settembre 2008

Egregio direttore,
Non riesco a sottrarmi dal commentare e ricordare il mio maestro delle elementari, fatte in un paesino di appena 800 abitanti. Il maestro si chiamava Alceo, un nome che non avevo mai sentito prima e per la verità neanche dopo col passare degli anni. A quelli che dicono che con il maestro unico si può avere solo una infarinatura di tutto, ma neinte di approfondito, dico che non hanno avuto il maestro che ho avuto io. Nella mia scuola di paese, per carenza di alunni, si usava unire le classi (prima e seconda, terza da sola e quarta e quinta insieme) sempre con il fatidico unico maestro. Bene, io vi dico che con il mio unico maestro in quarta elmentare ho imparato un pò di latino, insieme a quelli di quinta, ho imparato, tra l’altro, a cantare il Nabucco e poesie come il 5 Maggio e L’Infinito. Tutti argomenti spiegati con parole comprensibili anche da bambini di 8-9 anni quali eravamo noi. C’era interazione, si alzava la mano per rispondere alle domande che venivano poste alla classe e c’erano anche carmelle in premio per le risposte corrette. I più bravi aiutavano in classe gli studenti meno dotati. Io ricordo che eravamo felici ed apprendevamo tanto e in serenità. Si andava a scuola anche di pomeriggio fino alle 16, si giocava in cortile con il maestro a pallavolo, si dicevano le preghiere prima di cominciare le lezioni e ci si alzava in piedi, sull’attenti, sia quando entrava il maestro che salutavamo con un buon giorno e non con il ciao, sia quando arrivava la direttrice. Scordavo di dire che non correva l’anno 1800, ma eravamo alla fine degli anni ’60. Quando nel 1971 andai a scuola a Varese per frequentare le medie (perchè nel paese l’istruzione garantita era solo a livello delle elementari), in una scuola prestigiosa di Varese, di gran fama, miei risultati e la mia preparazione risultò migliore di molti studenti che avevano frequentato le altrettanto note scuole elementari cittadine.
Allora ditemi, quale genitore non vorrebbe un maestro così, un insegnamento così? Il vero problema non è il maestro o le tre maestre: sono le persone, i docenti che, per ragioni diverse, hanno perso le motivazioni che invece avevano i docenti di trent’anni fa. Iinsegnare credo sia una vocazione. Fare l’insegnate perchè non si trova altra occupazione, cagiona solo danni agli studenti. Dobbiamo trovare maestri, maestre e professori motivati e salveremo la scuola.

R.P

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