Il numero di assessori non è né una prerogativa di destra o di sinistra
24 Giugno 2006
Nella furiosa polemica che ha contrapposto Fabrizio Mirabelli, segretario cittadino dei DS, al mio giovane militante Marco Bordonaro, responsabile dei Giovani Padani di Varés, sul tema delle affissioni, il buon Mirabelli, forse preso da eccesso di foga, ha lanciato uno strale contro la vecchia amministrazione sostenendo che “nel corso dell’ultimo mandato amministrativo, l’ex sindaco Fumagalli, della Lega, si era circondato, unico tra i sindaci di città di eguali dimensioni dell’intero Nord Italia, di una sfarzosa corte di ben 12 Assessori con un aggravio di spesa per i contribuenti varesini di circa 500.000 euro in cinque anni. ”
La questione mi ha incuriosito e ho voluto verificare se la “sfarzosa corte” di Palazzo Estense, con i suoi 12 assessori, era veramente unica nel suo genere e una rapida scorsa sui siti internet dei comuni mi ha consentito di verificare che neppure in questo Fumagalli è riuscito a primeggiare.
Sarà un vezzo di chi è collegato alla famiglia degli Estensi, sontuosi principi rinascimentali, ma sia il comune di Ferrara, sia quello di Modena hanno attualmente 12 assessori, oltre al sindaco, ovviamente. Non sarà ininfluente ricordare che entrambe le amministrazioni sono, nel perfetto stile emiliano-romagnolo, rigorosamente di sinistra.
Anche le vicine Rimini e Forlì, sempre territorio dei DS, mantengono lo stipendio di dodici assessori, così come l’altrettanto rossa Reggio Emilia. E scendendo nell’altra Regione a dominio diessino, Prato, Livorno e Pisa hanno scelto di disporre di una robusta squadra di dodici assessori. Dodici sono anche i collaboratori del sindaco di Bergamo e della sindachessa di Alessandria, entrambi eletti nel Centro-sinistra. Anche in Veneto la storia non cambia: Padova, città dotta e quindi rossa per eccellenza, ha dodici assessori (incidentalmente Treviso, monocolore leghista, è governata con solo 7 assessori…).
Sarà che era capitale dell’Esarcato bizantino, ma veramente imperiale è la dotazione assessorile di Ravenna (13 assessori, a Mirabelli il compito di calcolare quanto dilapideranno i suoi compagni di partito ravennati in cinque anni), ma il comune più spendaccione è Foggia (sempre di Centro-Sinistra) con i suoi 14 assessori (però, giustamente, Mirabelli confinava il confronto ai sindaci del Nord Italia, il Sud è un mondo a parte…).
Come si vede, il numero di assessori non è né una prerogativa di destra o di sinistra, ma sono convinto che riportare a 10 il numero di assessori sia stata un’ottima scelta della maggioranza che sostiene il sindaco Attilio Fontana.
I dodici assessori hanno dato fastidio anche a tanti leghisti, forse perché ai Lombardi (e soprattutto ai Varesini) non piace lo spreco e, se devono pagare un amministratore, lo vogliono vedere lavorare tanto e bene.
Non sarà che Mirabelli è prima Varesino, e poi diessino?
Cordiali saluti



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