Il patetico show di Alleanza Nazionale
24 Settembre 2005
Egregio Direttore,
martedì 20 settembre, in Consiglio Comunale, si è assistito all’ennesimo patetico show di Alleanza Nazionale: il Capogruppo Cornacchia, intervenendo
in merito alle mie dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa in seguito all’arcinota vicenda della statua di Umberto I, ha pensato bene di prendere le distanze dal sottoscritto, con l’intento, evidentemente, di assicurarsi
per la prossima (imminente?) tornata elettorale i voti dei monarchici varesini.
Il Cornacchia ha infatti sostenuto che le mie dichiarazioni fossero a titolo puramente personale, e non rappresentassero la linea (esiste?) di Alleanza Nazionale. Avrebbe poi rincarato la dose, chiedendo il mio deferimento ai probiviri di AN.
E’ sempre spiacevole dover correggere una persona più anziana, ma evidentemente il buon Cornacchia, da poco approdato nel nostro Partito dopo la diaspora socialista post-tangentopoli, non ha ancora ben chiare le regole
che vigono in Alleanza Nazionale: io, infatti, ho parlato non a titolo personale, ma come Presidente Provinciale di Azione Giovani, Movimento Giovanile di AN ma autonomo (anche economicamente, dato che la Federazione
Provinciale non ci ha mai elargito un centesimo uno… sic!) rispetto al Partito, di cui condivide i principii ispiratori, ma dal quale può anche prendere le distanze (come già avvenuto nell’occasione del voto agli
immigrati, del male assoluto, della questione-terza pista di Malpensa, del referendum sulla procreazione, dei PACS…) quando lo ritiene opportuno.
Nelle mie dichiarazioni non ho mai menzionato Alleanza Nazionale, non avendone il titolo, ma ho parlato solo ed esclusivamente a nome del Movimento che mi fregio di rappresentare.
Non capisco come, invece, il capogruppo si sia permesso di parlare a nome di AN: forse, abituato alle regole del PSI, non sa che è il Presidente del Circolo Territoriale l’unico deputato a parlare a nome di AN.
Quindi, è Laura Caruso l’unica a poter uscire pubblicamente per conto del Partito che rappresenta.
Il semplice consigliere comunale, invece, può parlare per se stesso e basta.
Prima di rendersi ridicolo agli occhi del Consiglio, perciò, il Cornacchia impari le regole e si legga lo statuto del suo partito.
In fede



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