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Il vero vincitore morale è stato Matteo Renzi

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5 Dicembre 2012

Egregio Direttore,
non avendo partecipato alle primarie del PD forse non avrei oggi il diritto di commentarle. Non ho partecipato a queste primarie per la preoccupazione che sta alla base di questo evento e che domani potrebbe aprire la strada nel nostro Paese, in violazione della nostra Costituzione, di un Presidenzialismo senza regole, con il ritorno di un personaggio che in questi ultimi 20 anni ha rovinato l’Italia e che ha usato il potere per fini solo personali. Poi non condivido la posizione del PD nel non voler cambiare l’attuale legge elettorale da tutti definita una porcata, pretendendo premi di maggioranza fuori dalle logiche democratiche, in nome della governabilità ma che in mano agli altri, potrebbero affossare definitivamente la nostra Costituzione.
Contro Matteo Renzi in queste settimane ho letto di tutto, con giudizi sommari espressi dagli stessi esponenti del centro-sinistra, con un livore tale da rappresentarlo quasi come un nemico del PD. La stessa questione del rispetto delle regole burocratiche stabilite e che ha impedito a tanti cittadini di partecipare al secondo turno, ha dato una visione di un partito assediato nella sua cittadella della conservazione, quelli della vecchia generazione, gli orfani del centralismo democratico del vecchio PCI, tali e quali a quei bigotti che aspettano che sia la Divina Provvidenza a rinnovare la Chiesa. Così come è impossibile oggi rinnovare la Chiesa Cattolica, anche Matteo Renzi non è stato capace di dare uno scossone per rinnovare la politica e lo stesso PD. Ma ascoltando il discorso di commiato di Matteo Renzi, devo ricredermi e forse pentirmi per non aver partecipato alle elezioni, un discorso da vero laider, parole ci fanno ricordare i fratelli Kenndy.
Con questo risultato il rischio è quello di aver fatto perdere una occasione storica al PD e aver fatto un grosso regalo a Beppe Grillo. Perché è noto che Pier Luigi Bersani, persona seria, affidabile, dignitosa, non ha purtroppo le doti  e la capacità a scompaginare il campo avversario, raccogliere voti dai giovani, dagli sfiduciati nella politica, costretti ora a rifugiarsi nel grillismo.
Oggi tutti i dirigenti del PD, Bersani in testa, forse iniziano a ricredersi; chiedono aiuto a Renzi, perché dia una mano a questo vecchio partito nato sulle ceneri del vecchio PCI, ha voluto chiamarsi Democratico, ma che non si è ancora liberato da quella asfissiante burocrazia di apparato che fece morire lo stesso PCI.
Oggi la vedo molto dura, ma personalmente spero che Matteo Renzi possa ricredersi e lasciando da parte le parole dette, si faccia coinvolgere in qualche modo nella prossima competizione elettorale per sostenere questo Paese che senza una spinta al rinnovamento rischia di rimanere ancorato al passato, senza dare almeno una speranza alle future generazioni che purtroppo hanno davanti a sé per il prossimo decennio, lacrime e sangue. Questo anche perché, ora tutti lo ammettono, le primarie sono state vinte da Bersani, ma il vero vincitore morale di questa competizione, è stato Matteo Renzi.   

Emilio Vanoni - Induno Olona

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