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La curiosa contraddizione delle tasse universitarie secondo il reddito

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28 Febbraio 2012

Buongiorno,
scrivo per aprire una riflessione sull’argomento ISEEU e tasse universitarie, segnalando un’anomalia nella procedura. Mi sono reiscritto nel 2009 ad un corso dell’Università dell’Insubria di Varese (come seconda laurea) per il quale ho presentato la documentazione ISEEU rivolgendomi a un CAF abilitato.
Ricevo comunicazione di dover pagare una seconda rata (quella determinata dalla fascia di reddito) altissima.
Pago con rammarico, dato che la dichiarazione mi assegna ad una fascia di reddito elevata, giustamente, più che per il reddito da lavoro dipendente, per via di patrimonio non mio, ma degli altri membri del nucleo familiare al quale appartenevo. Infatti il loro patrimonio, effettivamente, non mi ha mai portato alcun beneficio, non ho mai goduto di una qualche rendita da esso derivante. A parte la casa nella quale abitavo che era di loro proprietà, ho sempre vissuto, dal compimento della maggiore età, lavorando a tempo pieno e conciliando lo studio ed il lavoro. Se lavori e studi poi, crei ulteriore reddito in famiglia e la retta si "alza" vertiginosamente. Meglio quindi restare disoccupati quando si studia. Non è mio intento lamentarmi di quanto giustamente ho pagato; voglio però evidenziare che il sistema di calcolo delle tasse ha un grave buco.
Molto iniquo e scorretto, tanto che chi usufruisce di questa scorrettezza, ovviamente non dice nulla.
All’Insubria ho pagato le tasse sia secondo la vecchia procedura (dove non si teneva conto di immobili, conto corrente, abitazione dello studente, ecc.) sia con la nuova e nella forma, molto più corretta,
ISEEU (la quale considera tutto quanto in possesso dei famigliari, compresi i loro conti corrente).
Sia allora che adesso, esisteva ed esiste una particolare fascia di studenti che paga tasse con cifre al limite del ridicolo, sproporzionate rispetto al loro tenore di vita ed alla reale condizione economica nella quale versano. Tale "falla di sistema" vuole che il massimo vantaggio nel pagamento della rata sia riservato ai figli disoccupati di genitori divorziati.
Ad esempio, se i miei genitori sono divorziati ed io vivo con la mamma nella casa del nonno, figura che il mio unico reddito è quello del  lavoro della mamma.
Ora, l’altro genitore non presente nel nucleo famigliare, specie se magari ha un buon lavoro ben retribuito, qualche soldino lo manda al figlio. Però non entra nel calcolo della fascia di reddito.
Magari gli compra la macchina, gli paga l’appartamento, le spese degli studi… (assicuro di avere assistito a ciò, così come altre persone). E la tassa universitaria comunque, rispetto a te che sfortunatamente studi lavorando e che sfortunatamente non chiedi soldi ai tuoi genitori i quali sfortunatamente non sono divorziati, rimane bassissima! Ma vergognosamente bassa! Bisogna tenere in conto anche che chi lavora e studia non ha lo stesso tempo a disposizione di chi può dedicarsi anima e cuore allo studio. Si aggiungono alla beffa anche gli anni di fuori corso (quindi ulteriori tasse da pagare), i quali ovviamente aumentano quando non puoi dare 4 / 5 esami a trimestre.
Non è forse così? Allora, a me va bene che mi si controlli con accertamento la  veridicità di quanto ho dichiarato nell’ISEEU 2009, però nessuno ha controllato chi aveva tutte le possibilità di pagare una rata proporzionata al proprio tenore di vita ed invece si trova a pagare il minimo permesso (260 euro, mi pare, contro quasi 2000 euro… c’è una bella differenza). Mi scuso per lo sfogo, il nervoso nasce quando certe situazioni vengono addirittura benestariate per legge. Spero che qualcuno mi smentisca, e dica che non è così,testimoniando che la situazione è cambiata. Altrimenti ciò significherebbe che
nell’epoca del "giustizialismo fiscale", siamo davanti all’ennesima piccolezza che lascia sperperare grandi cifre in barba a chi dichiara tutto.
 
Grazie per lo spazio.
Buona giornata.
C.V.

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