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La fibra c’è, ma non funziona: Biandronno e Bardello aspettano ancora

La fibra c\'è, ma non funziona: Biandronno e Bardello aspettano ancora
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28 Aprile 2026

Caro direttore

l’infrastruttura OpenFiber è installata da mesi, i PTA sono visibili agli angoli delle strade, i cavi corrono già sotto i marciapiedi. Decine di cantieri sono stati aperti e conclusi con ovvi disagi per gli abitanti, eppure, per gli abitanti di Biandronno e Bardello (località di Bardello con Malgesso e Bregano) attivare una connessione in fibra ottica resta impossibile. Nessuna spiegazione ufficiale, nessuna data.

Succede nel Varesotto, a pochi chilometri dal capoluogo, in comuni che sulla carta dovrebbero essere coperti dalla rete a banda ultralarga. I residenti lo sanno bene: i PTA (i punti di terminazione dell’accesso, quegli armadi grigi che segnano la presenza della rete) sono stati installati, l’infrastruttura è fisicamente completata, e i tecnici sono passati casa per casa a predisporre i cablaggi interni negli edifici più grandi e condomini. Tutto pronto, insomma. Tutto tranne la cosa più importante: l’attivazione e attivabilità.

Non si tratta di un malfunzionamento della rete fisica, né di un cantiere incompiuto. Da Biandronno a Bardello, l’infrastruttura è presente e collaudata: i cavi ci sono, i cablaggi interni alle abitazioni sono stati predisposti. Quello che manca è un passaggio a livello aziendale: la rete, per ragioni che non sono state comunicate agli utenti, non risulta ancora attivabile da parte degli operatori. È come se tutto l’hardware fosse al suo posto, ma mancasse qualche configurazione sul lato gestionale per renderla operativa. Un problema, in teoria, risolvibile in tempi brevi eppure i mesi passano e nulla si muove. I tecnici hanno detto ai residenti che tutto sarebbe risultato attivabile in massimo un mese. E questo è avvenuto l’anno scorso!

Non si tratta di un caso isolato o di qualche utente sfortunato. Sono mesi che la situazione non si sblocca, e la frustrazione delle famiglie e dei lavoratori da remoto che aspettavano la connessione si sta trasformando in rabbia. «Vedo il PTA dalla finestra di casa», racconta chi preferisce non essere citato per nome. «Mio figlio lavora da remoto con una connessione ADSL da quattro megabit. Come faccio a spiegare che la fibra è lì fuori ma non posso usarla?»

OpenFiber, contattata da diversi residenti tramite i canali ufficiali, ha risposto con comunicazioni generiche che rimandavano alle fonti pubblicamente disponibili. Gli operatori commerciali scaricano la responsabilità sul gestore dell’infrastruttura. Il Comune, dal canto suo, non sembra disporre di strumenti diretti per intervenire su una rete di competenza nazionale né essere responsabile delle operazioni.
Il risultato è che Biandronno e Bardello si trovano in una condizione paradossale: tecnicamente coperte, praticamente isolate. Con la beffa di pagare care connessioni di vecchia generazione mentre la fibra (quella vera, quella che avrebbe dovuto cambiare le cose) dorme inutilizzata a pochi metri dalle porte di casa.

A questo punto, la domanda è semplice e legittima: chi è responsabile di questo stallo, e quando intende risolverlo?

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