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La Religione e il fanatismo

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24 novembre 2015

Sui fatti terroristici di Parigi si è detto e scritto di tutto sia da parte di chi auspica soluzioni e risposte radicali quali interventi militari di terra nel così detto Califfato accompagnato da politiche di respingimento radicali del flusso migratorio illegale o chi propugna leggi di emergenza che riducano gli spazi di libertà personale in cambio di maggior sicurezza fino a chi di contro non individua soluzioni e imputa le cause di questo escalation terroristica alle politiche estere irresponsabili, egemoni e destabilizzanti dell’Occidente.
I nostri politici sono maestri nel dare risposte secondo se governano o stanno all’opposizione.
Io posso avere delle opinioni in merito ma non sono in grado di dare soluzioni a un problema così complesso che oltretutto spetta a chi ci governa e che verranno giudicate dai risultati che otterranno, il mio intervento si indirizza invece su un argomento delicato che riguarda il ruolo delle Religioni.
Credo che la Religione nasca dall’esigenza dell’uomo di dare un senso alla propria vita ed in particolare nella necessità di regolare l’esistenza umana con delle regole inviolabili (valori,virtù, principi,dogmi, divieti ecc..) finalizzate ad un giudizio finale divino con un premio o castigo eterno in base al rispetto di tali regole e al comportamento tenuto in vita.
Certamente tutto ciò è necessario in quanto l’essere umano senza la Religione sarebbe solo alla mercé dei propri istinti bestiali con la conseguenza di una degenerazione che porterebbe all’involuzione del pensiero speculativo e all’abbruttimento della specie.
Tuttavia tali considerazioni positive non mi fanno rinunciare a ritenere che le Religioni sono anche responsabili dello spargimento di sangue che da millenni avviene nel mondo.
Non certo le uniche cause, comunque il fatto di ritenersi ciascuna la sola e unica depositaria della verità hanno contribuito nei secoli a provocare lutti e tragedie nell’esistenza dei singoli, paradossalmente il contrario di quanto si prefiggono.
Non entro nel merito se le Religioni sono una invenzione necessaria dell’uomo o rivelazioni divine, ciò non ci è dato di sapere, tutte presuppongono la fede e l’ubbidienza ed è qui che le Religioni possono essere strumentalizzate diventando un alibi se non peggio uno strumento di potere e di conquista.
Credo che ciò sta avvenendo nell’Islam come secoli fa è avvenuto nel Cristianesimo e ancora più indietro nel tempo con l’Ebraismo e cioè che la necessità di convertire, a volte con la violenza, in nome di un Dio, nasconde la volontà di dominio di un uomo su un suo simile.
La Religione non è solo spiritualità poiché fa leva sul desiderio di eternità dell’uomo è anche potere .
Non esiste strumento di controllo dell’uomo così potente come la Religione nei confronti di chi conduce una vita terrena piena di stenti, emarginazione e di sofferenze e chi in essa vede il proprio riscatto nell’aldilà in cui gli è stata promessa la giustizia divina.
Questo spiega perché le nostre società benestanti sono diventate agnostiche e materialistiche a forte percentuale atea, lo Stato laico si è sostituito alla Religione Cristiana regolando la vita, i costumi dei propri cittadini a tal punto che Dio è stato relegato, in coloro che si professano credenti, all’esigenza introspettiva e spirituale di ciascuno, il così detto relativismo religioso.
Di conseguenza ciò ha permesso da noi di relegare la Religione ad un ruolo sostanzialmente formale facendo si di annullare quelle spinte di fanatismo religioso violento proprio delle Religioni che si fanno anche depositarie e portatrici di regolare il convivere delle stesse comunità come la teologia islamica ne è impregnata.
Infatti se per il Cristianesimo vale il detto di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, per l’Islam invece è più reale il dare a Dio quel che è di Cesare.
Per concludere se da un lato la Religione ha come obiettivo il bene dell’uomo in quanto portatrice di valori e comportamenti universali positivi, condannando nel contesto quelli negativi tramite l’applicazione di pene terrene o nell’aldilà, dall’altro se strumentalizzata a fini diversi può diventare uno strumento potente che legittima e autorizza la violenza, l’omicidio e la prevaricazione non ponendo limite al comportamento umano come i fatti di Parigi dimostrano.

Aurelio

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