Lavoretti saltuari, ma non professionalmente elettrizzanti
19 Novembre 2009
Caro direttore,
Vorrei dire al Sig. Cristiano che mi trovo perfettamente d’accordo con il Sig. Daniele Cereda nell’affermare che ai suoi tempi – ed anche ai miei (ho 40 anni, non 120, ma tant’è) – le hostess le trovavai in aereoporto e, oltre all’aspetto gradevole, dovevano possedere requisiti quali, ad esempio, la perfetta conoscenza di almeno una o due lingue straniere.
Ammesso e non concesso che non sia diffamatorio accomunare queste hostess con quelle da Lei citate, mi permetto di farle notare che qui non si tratta di madri di famiglia che, rimaste senza lavoro, accettano di promuovere per mezza giornata una marca di caffè in un supermercato (le quali non a caso vengono definite "promoters" e non "hostess") bensì di ragazze ACCURATAMENTE
SELEZIONATE per piacere – e forse compiacere – un leader libico. Lei che tanto va sbandierando il diritto di essere rispettate dovrebbe per primo riconoscere le differenze che intercorrono tra una disoccupata cinquantenne che per arrivare a fine mese propone assaggi di grana padano ed una ventenne di un metro e settanta perferttamente truccata che propone… chissà che a leader
libici e non solo.
Onestamente non mi è mai capitato, come Lei asserisce, di prendere parte ad una fiera o manifestazione in cui ci fossero ragazze selezionate in base a bellezza, taglia e peso che fossero anche ben vestite: mi è anzi capitato (EICMA, salone della moto recentemente svoltosi a Milano) di vedere una marea di belle ragazze estremamente poco vestite… per la verità, la più vestita tra loro era una certa Suor Nausicaa, alias Paolo Casiraghi: per nulla suora, per nulla donna, per nulla "hostess"!
Dunque non prendiamoci in giro, per cortesia, dal momento che le agenzie per prime sono pronte a riconoscere cosa e quanto può fare una ragazza aspirante soubrette o modella! D’altro canto, questa mia affermazione è supportata anche da una tale "ragazza immagine" (= hostess che non vola) di nome Barbara Montereale, non a caso prezzolata per accompagnare un’altra signora (= escort) di nome Patrizia D’Addario di berlusconiana memoria. Queste due signore, come molte "ragazze immagine", "hostess" et similia, dubito fortemente abbiano mai prestato la loro opera in supermercati promuovendo bagnischiuma o tavolette di cioccolato…
Liberissime di fare le proprie scelte di vita e professionali, ci mancherebbe, ma non si aspettino da me il rispetto che riservo invece a chi, onestamente e con fatica, cerca di arrivare a fine mese facendo magari lavoretti saltuari e non certo professionalmente elettrizzanti.
Cordialmente



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