Le malattie e il diavolo
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1 Maggio 2023
Va detto che l’origine delle malattie, in genere, non è comprensibile. È pur vero che gravi lutti come gli incidenti stradali sono riconducibili alla responsabilità di chi non rispetta il codice della strada, ma anche per la responsabilità di coloro che non lo fanno rispettare, lasciando a troppi giovani la libertà di morire inutilmente.
È altrettanto vero che alcune malattie sono riconducibili a cattive abitudini alimentari e a discutibili scelte di vita poco salubri.
Detto questo è innegabile che di fronte a certe malattie il diavolo se ne approfitta insinuando le sue tentazioni: “Lo vedi cosa fa il Dio, in cui credi? Lascia che alcune malattie ti aggrediscono e poi ti abbandona al tuo destino, lasciandoti solo.”
Se cadiamo in questa trappola rischiamo di perdere la forza di combattere il male diminuendo le nostre difese immunitarie. La risposta deve essere altra. La prima cosa è quella che da qualsiasi malattia si possa guarire, anche quando sembra impossibile. Anche Gesù corse questo rischio quando disse: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”
La domanda che dobbiamo porci quando si è ammalati è un’altra: “Come possiamo testimoniare la nostra fede nel Gesù risorto nella nostra condizione di malati?”
La risposta non sarà facile, ma è questa la domanda che dobbiamo porci, compresa la disponibilità finale “sia fatta la tua volontà!”
Una cosa è certa: Dio ci vuole felici e in salute. Sappiamo tutti che il male come il peccato fa parte del nostro vissuto, solo con una grande voglia di vivere noi aiutiamo la medicina a guarirci, lasciando il diavolo a bocca asciutta con le sue tentazioni blasfeme. Mai quindi perdere la fede e la speranza anche nei momenti più difficili. D’altra parte così come non conosciamo l’origine delle malattie al tempo stesso perché non credere che le stesse malattie, come sono comparse, possono anche scomparire?
Mai dimenticarsi che anche Gesù ha compiuto i miracoli, li ha fatti a persone che credevano alle sue parole di guarigione dal male. Quindi la prima cosa da fare per vincere il male è credere in noi stessi, nella nostra capacità di guarigione dal male.
Queste sono le mie riflessioni che mi sento di condividere con voi, con questa strana malattia che mi ritrovo.
Quando sarò dimesso dall’ospedale vi farò conoscere le mie riflessioni sul servizio sanitario della nostra regione.
Alla prossima.
Emilio Vanoni.





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